Lo sviluppo emozionale del neonato

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I neonati hanno un estremo bisogno delle attenzioni dei genitori per quanto riguarda le necessità alimentari, la sicurezza, la protezione ma anche per quanto riguarda l’affetto e l’amore. Oggi c’è la piena coscienza di quanto sia fondamentale prendersi cura dei neonati non solo dal punto di vista fisico ma anche di quello emozionale. Il loro sviluppo emozionale e sociale inizia fin dai primi giorni di vita e deve essere curato con grande attenzione da noi mamme e papà.

Lo sviluppo emozionale nei primi mesi del neonato

Lo sviluppo emozionale, alla stregua di quello cognitivo, si amplifica poco a poco. Ciò non significa che appena nati i bambini non abbiano la capacità di provare emozioni ma bensì che apprenderanno con il tempo a riconoscerle, a dargli un nome e a gestirle.

I neonati fino al terzo mese d’età iniziano a sperimentare l’espressività del proprio viso e di quello di mamma e papà. Tentano di imitare le espressioni facciali degli adulti e iniziano a sorridere volontariamente. Fra i quattro e i sette mesi d’età i bambini mostrano una reazione vedendo le espressioni sul volto degli altri. Gli esseri umani comunicano continuamente sia attraverso il linguaggio parlato che tramite la gestualità: è per questo motivo che prendersi cura dei neonati con amore, dolcezza e grandi sorrisi aiuta i più piccoli a sentirsi più amati, sicuri delle proprie capacità e pronti per affrontare tutte le sfide della quotidianità.

Ma nonostante la mimica facciale comunichi molte cose, ai più piccoli ma non basta: i neonati hanno la necessità di sentirsi coccolati, toccati, accarezzati e ben voluti per crescere con un buon equilibrio psicofisico.

Contribuire allo sviluppo emozionale del bambino

Immaginate di parlare con qualcuno che non vi guarda negli occhi o che non vi ascolta. Cosa provereste? Sicuramente una sensazione non piacevole.

Questo è proprio ciò che accade ai bambini piccoli quando non viene data loro la giusta importanza o quando parlano e nessuno sembra prestargli attenzione. È probabile poi che quando parliate voi facciano la stessa cosa e non vi ascoltino. Mostrate quindi sempre interesse per ciò che hanno da dirvi o da farvi vedere i vostri figli. Pretendere di essere ascoltati è un loro sacrosanto diritto ed è impensabile sperare che vi ascoltino se voi siete rimasti in silenzio per comprendere cosa stavano dicendo.

Attraverso il senso del tatto è possibile trasmettere ai neonati la calma. Esser toccati infatti li fa sentire protetti, amati e al riparo da ogni pericolo. Inoltre, nello stesso momento in cui li tocchiamo, i bambini imparano che anche così si possono trasmettere al prossimo le proprie emozioni.

Bisogna però tenere in conto che ogni neonato è diverso dall’altro e ciascun bambino ha le proprie specifiche necessità. Poco a poco mamma e papà si renderanno conto delle preferenze del loro bambino, ad esempio ci sarà chi vuole sempre stare in braccio per sentirsi coccolato e chi invece preferirà le carezze sul volto o sul capo. Il lavoro dei genitori è complicato, mai facile e pieno di insidie e per seguire il loro sviluppo emozionale è necessario un po’ di sano impegno.

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Educazione/psicologia

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