I sogni dei bambini iniziano già nel pancione

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È ormai noto che le giornate del bambino nel pancione sono scandite da momenti alternati di sonno e di veglia. Recenti studi hanno monitorato tali singole fasi e sorprendentemente hanno scoperto che il feto, mentre dorme, ha la capacità di sognare. Scopriamo insieme cosa sogna e perché l’attività onirica è estremamente importante per il suo sviluppo.

I sogni nel pancione: un enciclopedia primordiale di piccoli saperi

Durante il periodo di gestazione, il bambino trascorre oltre l’80% del suo tempo a dormire. Sembra infatti che il ciclo sonno-veglia sia invertito rispetto a quello della madre e che il sonno aiuti il piccolo ad incamerare e memorizzare tutti gli imput sonori e tattili che riceve dall’esterno.

Secondo un recente studio condotto alla Harvard Medical School nella fase REM, ossia nella fase più profonda del sonno, il feto elabora sogni veri e propri che incidono in maniera considerevole sullo sviluppo della sua psiche e del sistema nervoso centrale. Il professore emerito Allan Hobson, specialista in psichiatria e coordinatore delle suddette ricerche, afferma che una discreta attività onirica si registra già all’ottava settimana di gravidanza, nel momento in cui si forma il sistema di attivazione oculare e nasce la cosiddetta coscienza.

I sogni alimentano la coscienza del bambino e vanno a incrementare una sorta di enciclopedia primordiale che gli fornisce piccoli saperi di base utili già al momento della nascita.

Cosa sogna il bimbo nel pancione?

La fase REM, soprattutto nell’ultimo trimestre di gestazione, copre circa il 50% del sonno del feto registrando così una considerevole attività onirica. Ovviamente non avendo ancora contatti con l’esterno, il bambino non può sognare immagini, ma il cervello rielabora gli impulsi elettrici derivanti dai suoni, dalle emozioni o dalle percezioni tattili del mondo circostante.

Durante il periodo della gravidanza il bambino sviluppa un rapporto simbiotico con la madre di cui percepisce la voce, gli atti respiratori, il battito del cuore ma anche gli stati d’animo. La mamma pertanto svolge un ruolo fondamentale nell’arricchire i sogni del suo piccolo e nello sviluppare le sue facoltà cognitive. Anche ascoltare musica rilassante, oltre a conciliare il sonno nel feto, può incentivare gradevolmente la sua attività onirica. Il bambino immagazzina suoni e melodie, li ripropone durante i sogni e li memorizza, alimentando il suo bagaglio di informazioni.

Ecco spiegato uno dei motivi per cui durante gli esami ecografici capita di vedere fotogrammi del feto mentre assume espressioni buffe come piccoli sorrisi, musetti lunghi o fronte aggrottata; in quei momenti, probabilmente, si stanno palesando i suoi sogni! L’emozione più dolce però si prova quando, già al momento della nascita, il bambino reagisce al suono della voce della mamma oppure alla delicata melodia di un carillon. Prova inconfutabile di come la vita non coincida semplicemente con la nascita ma inizi nove mesi prima, in quel luogo protetto e ovattato che è il pancione.

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Nanna

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