Morti improvvise del neonato: il latte materno le riduce del 73%

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silvia.migl@peppereppe.com'

La Settimana Mondiale per l’Allattamento Materno si è appena conclusa, e a celebrala degnamente ci ha pensato uno studio che ha dimostrato ancora una volta lo straordinario potere che questo alimento naturale ha sui primi mesi di vita del piccolo. L’assunzione di latte materno, infatti, sembra ridurre del 78% le morti premature dei bimbi nel primo periodo di vita.

L’importanaza del latte materno

Il latte materno è un alimento completo a livello nutrizionale, a costo zero e con un impatto ambientale praticamente nullo. Oltre a questi vantaggi, i preziosi elementi presenti all’interno proteggono il bebè da tantissime patologie tipiche dell’età infantile come infezioni all’apparato respiratorio e gastrointestinale.

Assumere il latte materno nei primi mesi di vita del piccolo fa sì che questo possa avere una vita più sana anche da adulto, aiutando nella prevenzione di problematiche cardiovascolari e malattie di tipo degenerativo.

L’allattamento con latte materno riduce il numero delle morti improvvise a cui possono essere soggetti i neonati, da molti chiamate “morti in culla“, riducendo tale possibilità del 73%. L’allattamento materno ha benefici importanti anche per la mamma, la quale potrà più facilmente prevenire tumori al seno e alle ovaie in futuro, oltre ad essere meno soggetta ad emorragie e sbalzi umorali dopo il parto.

Latte materno: elisir per i prematuri 

Per questi motivi l’allattamento al seno deve essere promosso in ogni modo e non ostacolato come avviene spesso. Fabio Mosca, neo-presidente della “Società Italiana di Neonatologia”, afferma l’importanza fondamentale che il latte materno ha soprattutto sui neonati prematuri.

Loro sono quelli che traggono maggiori benefici dal latte della mamma poiché si trovano in una situazione di estrema fragilità, dove l’alimento naturale e l’allattamento al seno possono portare enormi benefici, fino a salvargli la vita. I prematuri hanno bisogno del latte materno come sostanza nutritiva ma anche come difesa immunitaria.

Uno dei passi che occorre fare per favorire l’allattameto al seno è quello di aprire i reparti di TIN (Terapia Intensiva Neonatale) senza limiti negli orari di accesso, così da permettere alla mamma di stare vicino al suo piccolo sempre. Anche le “Banche del Latte Umano”, in Italia ben 38, possono aiutare le mamme con il latte donato in attesa della propria montata lattea.

Allattamento al seno: numeri da migliorare

Nonostante i benefici dimostrati e le iniziative attuate, la percentuale di donne che allattano in maniera naturale non è ancora molto alta.

Nei primi giorni di vita circa il 90% delle neo-mamme allatta al seno, ma dopo la dimissione dall’ospentale questa percentuale cala drasticamente al 75% per poi raggiungere il 45% dopo 3 mesi.

Oltre i 6 mesi di vita del bambino resta un piccolo 10% di mamme che allattano.

I dati riportati possono e devono essere migliorati, come afferma la OMS. La promozione nei confronti del latte materno deve iniziare in ospedale e proseguire con episodi e atti di rilievo anche all’esterno.

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