L’ecografia fetale morfologica: una tappa fondamentale

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L’ecografia fetale morfologica è uno degli eventi diagnostici più importanti dell’intera gravidanza, in quanto permette una corretta valutazione di tutti i distretti anatomici del feto e di stabilirne con certezza il sesso. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta e perché può essere considerata una tappa fondamentale per la gestante.

Ecografia fetale morfologica: una tappa fondamentale in gravidanza

L’ecografia fetale morfologica è uno degli esami più attesi dalle future mamme, in quanto è in grado di individuare o escludere tutta una serie di eventuali malformazioni del feto e di anomalie della crescita intrauterina. Ma non solo: l’ecografia fetale consentirà anche di stabilire la presunta data del parto, di rilevare tutte le caratteristiche anatomiche del feto (dalla struttura della placenta alle dimensioni del nascituro e alle caratteristiche di cranio e volto) ed eventuali patologie legate alla prima fase della gravidanza (come la gestosi o il ritardo di crescita intrauterino del feto). D’altra parte, grazie alla morfologica, è anche possibile misurare con precisione la lunghezza del collo dell’utero, valore che si rivela fondamentale per evitare un parto prematuro.

Esami in gravidanza: come si svolge l’ecografia fetale morfologica

Questa analisi, che è una normale ecografia transaddominale, viene effettuata tra la diciannovesima e la ventunesima settimana di gestazione. Intorno al quinto mese, infatti, il nascituro è già abbastanza grande per poterne valutare lo sviluppo degli organi vitali. Dopo questo periodo, inoltre, per la legge italiana non è più possibile interrompere volontariamente la gravidanza. L’attendibilità di questo esame, che non è né invasivo né pericoloso per il feto, è pari al 90%, purché venga eseguito da un operatore competente e professionale.

A buon diritto l’ecografia morfologica fetale può essere considerata una tappa fondamentale per la futura mamma, in quanto quest’ultima prenderà atto delle reali condizioni del nascituro.  Ricordiamo, infine, che a questa ecografia spesso si affianca la cosiddetta Velocimetria Doppler delle arterie uterine, che consente di valutare la corretta irrorazione della placenta.

 

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