Cos’è lo screening combinato del primo trimestre

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Il primo trimestre è in assoluto la fase più importante della gravidanza. Un piccolo ovulo fecondato inizia a formarsi e ad assumere pian piano le sembianze di un bimbo, il tuo! Ovviamente è anche un periodo molto delicato a causa della fragilità del feto, che deve esser tenuto sotto controllo tramite vari esami, fra cui lo screening combinato.

Cos’è lo screening combinato?

Lo screening, ricordiamolo, non è un test dai risultati precisi, non ha “finalità diagnostiche”, ma è un modo per individuare dei feti che sono a maggior rischio circa le malformazioni cromosomiche. I risultati con i quali vi confronterete vi faranno capire solo se i valori sono nella norma o meno, non vi indicheranno delle malattie o delle problematiche sicure.
Questo screening combinato consta in una ecografia, detta della translucenza nucale, e in un prelievo di sangue, chiamato duo – test o bi – test. Sono assolutamente sicuri ed indolori, a meno che non abbiate timore della puntura. Rivolgetevi sempre a personale medico esperto ed in grado di utilizzare al meglio questa tecnologia ecografica così sofisticata.

Quando fare lo screening combinato del primo trimestre

Si effettua fra la decima e la tredicesima settimana ed è in grado di individuare circa l’80% di casi di sindrome di Down e una gran parte di casi di Trisomia 18, oltre a molte altre anomalie cromosomiche, difetti genetici e cardiopatie congenite. Per quanto possa essere accurato, tuttavia, per avere delle certezze dovrete comunque procedere con altri test, come l‘amniocentesi, o il prelievo di villi coriali, esami che tuttavia possono creare problemi ad una gravidanza normale e che, ovviamente, saranno consigliati solo in caso di risultati preoccupanti.

Come si esegue lo screening combinato del primo trimestre

Durante l’ecografia, si verificherà la traslucenza nucale, una raccolta di liquido che si trova fra la cute e la zona cervico dorsale in tutti gli embrioni fra la decima e la quattordicesima settimana di gravidanza: non oltre, quindi, poiché è necessario che il feto non misuri oltre gli 84 mm. In presenza di un aumento dello spessore della traslucenza cresce anche il rischio che il feto sia affetto da una qualche patologia congenita o qualche sindrome genetica.
Il prelievo del sangue invece misura la quantità nel sangue materno di due ormoni prodotti dal feto, denominati Free – Beta HCG e PAPP-A (plasma proteina A associata alla gravidanza), sostanze che sono presenti normalmente in tutte le gravidanze.
I risultati dell’esame ecografico e dell’esame del sangue vengono combinati insieme all’età materna al fine di formulare i rischi specifici per la trisomia 18 (sindrome di Edwards) e per la trisomia 21 (sindrome di Down).

Screening combinato del primo trimestre: è sicuro?

Il test combinato associa ad un esame ecografico un prelievo di sangue, il rischio maggiore è il pericolo di falsi positivi che possono portare i genitori ad eseguire esami più invasivi come l’amniocentesi. L’esame ricordiamo che non dà informazioni diagnostiche ma solo una probabilità statistica di una possibile anomalia. Quindi anche se il test non desse i risultati attesi non occorre allarmarsi in quante molte volete si tratta di falsi positivi e da esami successivi il bambino risulta perfettamente sano!

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Esami del primo trimestre

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