Contraccezione e gravidanza: ne sappiamo abbastanza?

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Qualche giorno fa mi sono imbattuta in un articolo su un blog del Fatto Quotidiano in cui l’autrice si chiedeva come sia possibile che, nel 2017, molte donne siano incapaci di prevenire una gravidanza. La verità è che ci sono ancora troppi pregiudizi verso i metodi contraccettivi più comuni.

Metodi di contraccezione: in Italia sono ancora tabù

Secondo le statistiche, ogni due minuti una donna corre in farmacia ad acquistare la cosiddetta “pillola dei cinque giorni dopo“, per correre ai ripari dopo aver avuto un rapporto non protetto. Da quando è stato messo in commercio, c’è stato un vero e proprio boom nell’utilizzo di questo contraccettivo di emergenza, che ha un’alta concentrazione di ormoni che prevengono la gravidanza.

Questo succede perché, troppo spesso, la contraccezione viene trascurata, e le coppie, sia i partner stabili che quelli occasionali, si limitano ad affidarsi al coito interrotto, che si è dimostrato essere assolutamente inutile nella prevenzione delle gravidanze. Il profilattico, sebbene sia il metodo più popolare, non viene utilizzato ad ogni rapporto, mentre c’è molta diffidenza verso la pillola e gli altri contraccettivi, ormonali e non, destinati alle donne.

Contraccezione, un “problema femminile”

La verità è che, al giorno d’oggi, sia la contraccezione che la gestione della gravidanza, sono responsabilità che ricadono quasi totalmente sulle spalle della donna. Molti uomini non vogliono saperne di usare il preservativo, che di fatto è l’unico metodo contraccettivo che possono impiegare, anche se è fondamentale per prevenire le malattie sessualmente trasmissibili, e non si preoccupano delle conseguenze che questa scelta comporta.

Così ci ritroviamo con molte donne, spesso ragazzine, che, per non deludere il partner, si ritrovano ad affrontare le conseguenze di un rapporto non protetto.

Manca la cultura della prevenzione

Eppure basterebbe così poco per migliorare la situazione!

Basterebbe introdurre nelle scuole l’obbligo dell’insegnamento dell’educazione sessuale, che in Svezia è materia scolastica obbligatoria dal 1955. Solo crescendo giovani consapevoli dell’importanza del sesso, delle conseguenze che comporta e delle responsabilità di cui si è investiti quando si ha un rapporto, forse riusciremo a non sentire più parlare di gravidanze avvenute “per caso”.

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