Lo sharenting, il nuovo pericolo social per i più piccoli

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Nell’era del digitale e dei selfies si è ormai sviluppato da qualche anno il problema dello sharenting. Si tratta della condivisione di informazioni e dettagli circa i propri figli da parte di genitori particolarmente social addicted. I genitori oggi sono spesso abituati a condividere con fans e followers molti aspetti della loro vita, postando molto spesso foto, selfies o informazioni varie anche sui propri figli, mettendoli però in tal modo in pericolo anche se in maniera inconsapevole. Vediamo quali sono i principali pericoli dello sharenting.

Il pericolo dello sharenting: che cos’è?

Con questo termine composto da share, condividere, e parenting, ovvero genitorialità, si intende l’ormai diffuso problema che vede molti giovani genitori postare sui propri profili social e digitali foto e informazioni delicate dei propri figli. La sovraesposizione che avviene così online dei bimbi può creare preoccupanti problemi di sicurezza e di psicologia. Nelle prime fasi di vita i bambini infatti necessitano di una serie di certezze che gli permettono di costruirsi la propria personalità e solidi rapporti sociali con chi gli sta intorno. Mamme e papà hanno quindi una fondamentale funzione regolatoria delle emozioni del bimbo, e la continua pubblicazione di contenuti fotografici o di informazioni private sui social non va certo in questa direzione.

L’aspetto psicologico dello sharenting

Prima poppata, primi passi, bagnetto, compleanni o faccine buffe dei più piccoli trovano sempre più spazio sulle bacheche di molti giovani genitori. Ciò che però spesso non viene tenuto in considerazione è il riscontro psicologico che questo determina sui bimbi. Nelle prime fasi di crescita infatti ogni bimbo cerca di costruirsi la propria personalità e per farlo nel modo corretto ha assoluta e costante necessità di contatto diretto con mamma e papà. La telecamera o lo smartphone con cui molti genitori immortalano ogni singolo attimo del loro bambino per renderlo pubblico e social possono diventare un ostacolo a questa diretta comunicazione. Il bambino quando avrà bisogno di un contatto personale lo farà capire attraverso sguardi e suoni che non possono trovare un vero riscontro nello smartphone ma devono essere corrisposti attraversano dialogo e vicinanza fisica. Lo sviluppo neurobiologico del bambino passa attraverso la necessità di essere visto, ascoltato, accudito, e questo può avvenire soltanto in maniera diretta, e non veicolata attraverso uno schermo.

Condividere ma con moderazione

Nonostante numerosi studi al riguardo oggi non siamo ancora in grado di comprendere in pieno tutti i risvolti psicologici che questo crescente fenomeno va a determinare sui bambini, anche nelle ulteriori fasi di crescita. Pur difendendo il valore e l’importanza dei social i giovani genitori devono riconoscere e capire che il loro primo e più importante interesse è e deve essere sempre quello di tutelare e proteggere il proprio bambino e la sua incolumità. Dunque va benissimo condividere e postare foto e video del proprio bambino sui social ma occorre farlo con moderazione e grande attenzione.

 

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Educazione/psicologia