I difetti dell’udito più comuni nei neonati

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Tutti i neonati, prima di essere dimessi dall’ospedale, vengono sottoposti al test dell’udito noto anche con il nome di Boel Test. La maggioranza dei bambini riesce a sentire tutti i suoni alla perfezione sin dalla nascita ma uno su mille manifesta dei problemi. Se però si interviene tempestivamente si possono evitare conseguenze serie difficili o impossibili da risolvere in un secondo momento. Valutare la capacità di udire i suoni nei primi giorni di vita del neonato è indispensabile per comprendere i deficit uditivi e correggerli prima che il disturbo peggiori.

I principali difetti dell’udito nei neonati

Fra i difetti dell’udito più comuni c’è sicuramente l’ipoacusia che si manifesta in maniera più o meno acuta. Si tratta della difficoltà di percepire suoni e dipende da un’alterazione della parte dell’orecchio adibita alla trasformazione delle onde sonore in impulsi elettrici che arrivano direttamente al cervello. Se la deformazione della coclea viene scoperta tempestivamente si può intervenire non solo evitando che il bambino sviluppi la sordità, ma anche una serie di problematiche ad essa riconducibili come anomalie o ritardi più o meno gravi nello sviluppo del linguaggio.

Come il bambino manifesta difetti dell’udito

I difetti dell’udito possono anche presentarsi nei bambini che già hanno qualche mese di vita. Come fare ad accorgersene allora?

I genitori devono sempre tenere sotto controllo le reazioni del bambino e rivolgersi tempestivamente al pediatra se si rendono conto che il figlio non si spaventa quasi mai quando ci sono dei rumori improvvisi, quando non si sveglia se in casa c’è molta confusione oppure quando la voce della mamma o del papà non riesce a tranquillizzarlo in situazioni ordinarie.

Sono tutti segnali che possono far presumere in difetto dell’udito del bambino che non possono essere sottovalutati. In questi casi sempre meglio effettuare una visita da un otorinolaringoiatra.

Per ulteriori informazioni potete visitare il sito www.sentirecrescere.org.

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