Il Sonno e le Mamme…

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Il Sonno e le Mamme

Quando hai un figlio, una cosa è certa, non dormi più come prima. E’ una sentenza alla quale non si sfugge. Se proprio dovessimo trovare una cosa che unisce tutte le madri, questa è quella cosa.

Mentre aspettavo mia figlia, questa cosa mi terrorizzava: non dormire più. Mi preparavamo altre mamme con frasi tipo: dormirai pochissimo; approfitta ora che poi..; vedrai come saranno duri i primi tempi etc. etc. Mi sparavano continue sentenze, che poi si sono avverate! Ero terrorizzata perché le dormite, il buon riposo, aiutano l’equilibrio, la ragionevolezza, il buon umore, un buon approccio in generale. Temevo che potessi perdere il lume della ragione, in qualche frangente: urlare ad una piccola cucciola di poche settimane, a causa di rabbia, irritabilità, stanchezza.

Grazie a dio, fino ad oggi, non è stato così. Non mi sveglio più con la freschezza di prima, ma mi sono abituata a dormire male. Ieri, ad esempio, mi sono svegliata talmente stanca che, per tre volte, durante il pomeriggio,  mi sono addormentata. Seduta a caxxo di cane, sul divano, con in braccio mia figlia. Se ti scappano micro pisolini da 5-6 secondi, con la testa che cade improvvisamente all’ingiù, e sei in una posizione allucinante, con nove chili di batuffolo su di te, vuol dire una sola cosa: hai sonno!

Sono più le volte che mi addormento mentre cerco di far dormire lei, che quelle in cui prende sonno da sola. Mi scopro addormentata in qualsiasi situazione. Più o meno, sempre a casa mia comunque.

Quando, la sera, decidiamo che è il momento di andare a letto, io mi catapulto dal divano al letto, senza rendermene conto. Con la stessa inconsapevolezza, chiudo gli occhi, mentre mio marito mi dice: “Vado a lavarmi i denti e arrivo”. Devo capire se è lui a metterci una vita a passarsi il dentifricio, o sono io che, a contatto con il materasso, tipo grave reazione allergica, svengo. Il suono dello spazzolino elettrico mi arriva come un rumore profondo e penetrante da film dell’horror: una specie di sega elettrica, ma io non mi muovo manco morta! Mi facesse pure a fettine, ma io devo dormire!

Pochi istanti dopo aver spento le luci, quando sembra che nulla più possa toglierti la cosa più bella di quando sei madre (una sana dormita), senti un piccolissimo verso. Lontano. Lieve. Dolce. Ti sembra un uccellino caduto da un cespuglio. Poi ne arriva un altro, come se l’uccellino avesse una piccola ferita. All’improvviso, come un’ onda dietro un’altra, senza soluzione di continuità, il dolce verso di canarino, è diventato un barrito di elefante, un ruggito di leone, il verso dell’orca assassina. E’ lei. Ti sta avvisando che non dorme più. E, da allora, manco tu!

 


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L’autrice in parole telegrafiche: Donna, stop. Annata 1977, stop. Razza Caucasica, come direbbero in un poliziesco americano, stop. Status pro-tempore Pugliese prestata alla Regione Lombardia, stop.

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