Ossitocina: l’ormone dell’amore (e del parto)

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C’è un motivo se l’ossitocina viene definita l’ormone dell’amore (e del parto). La sua attività è infatti cruciale non solo nella gravidanza ma in generale in tutto il processo riproduttivo: essa è coinvolta nell’eccitazione sessuale, nel raggiungimento dell’orgasmo, nell’ovulazione e nel concepimento. Finita qui? Assolutamente no: l’ossitocina regola anche l’aspetto affettivo delle relazioni tra partners e quello relativo all’accudimento dei figli.



Cos’è l’ossitocina?

Basta forse questa breve premessa per rendersi conto che l’ossitocina più che un ormone peptidico è un ingrediente magico per la vita di coppia.

L’ossitocina è composta da nove amminoacidi, la cui attività viene ad essere esercitata principalmente sulla mammella e sull’utero. L’ormone viene sintetizzato nei neuroni dei nuclei sopraottico e paraventricolare dell’ipotalamo, dopodiché avviene il rilascio nel circolo sanguigno ad opera dell’ipofisi posteriore (anche detta neuroipofisi).

Perché viene detta ormone dell’amore?

Diversi studi hanno accertato che l’ossitocina interviene a stimolare il desiderio sessuale. Essa favorisce inoltre l’empatia e l’attaccamento relazionale.

Tutte le volte che avete sentito parlare di “chimica” che funziona in una coppia sappiate che in realtà scientificamente parlando ci si stava riferendo all’ottimo funzionamento dell’ossitocina nella coppia!

L’aiuto che questo ormone fornisce alla coppia si scatena molto semplicemente con dei contatti fisici affettuosi o anche soltanto vedendo persone amate o bambini piccoli.

Ossitocina nel parto

Il ruolo dell’ossitocina nel parto è fondamentale dal momento che la sua produzione durante il travaglio origina contrazioni delle cellule muscolari lisce uterine favorendo in questo modo l’espulsione del feto. L’ormone in questione viene impiegato anche in caso di parto indotto o pilotato. Dopo la 41esima settimana di gravidanza, infatti, la placenta è invecchiata e incapace di assicurare ossigeno al feto in maniera adeguata: come conseguenza di ciò, il rischio di complicazioni aumenta vertiginosamente.

Ecco perché se il termine viene superato o se il travaglio risulta troppo lungo, viene somministrata per via endovenosa l’ossitocina sintetica. Questa sostanza, favorendo i movimenti dei muscoli uterini, produrrà l’effetto di aumentare le contrazioni necessarie alla preparazione della cervice in vista del parto.

La quantità di ossitocina somministrata viene sempre controllata dal ginecologo. Dopo il parto, l’ossitocina aumenta la produzione durante l’allattamento. Durante la suzione del neonato sul capezzolo, l’ormone favorisce infatti la contrazione della muscolatura liscia attorno alle ghiandole mammarie, andando ad aumentare così l’eiezione del latte. Ecco spiegato dunque perché questo ormone dell’amore viene considerato importante nel rapporto tra mamma e figlio.

Ossitocina, in quali alimenti si trova

Ma vista la sua importanza, in quali alimenti possiamo trovare l’ossitocina? Essendo legata alla produzione di ormoni sessuali, essa è presente in alimenti afrodisiaci come ostriche, cioccolato, vaniglia, miele, mandorle, ananas, fragole, banane e melograno.

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