Nanna: cosa fare se il bimbo rifiuta il lettino?

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Cosa fare quando il nostro piccolo tiranno rifiuta categoricamente di addormentarsi da solo, nel suo lettino, o ci obbliga, ogni notte, a fare la spola tra la camera matrimoniale e la cameretta? Come fare per non cedere, -tentate dalla disperata necessità di dormire 5 ore di fila- a portarlo nel lettone? Ecco alcuni consigli per ridimensionare la situazione e far addormentare serenamente il bambino. Nel suo lettino. Analizziamo attentamente la questione, e cerchiamo di capire il perché di questa presa di posizione.

Nanna: il lettone dei genitori era anche il “suo” letto

Se abbiamo abituato il bambino fin da piccolo, per comodità, per le “poppate” notturne o semplicemente per averlo accanto a noi, a dormire nel lettone di mamma e papà, sarà facile capire che per lui il meccanismo della nanna nel lettone è la normalità e bisogna inventarsi qualche ingegnoso metodo per trasferirlo, senza traumi, in cameretta.

Un buon metodo per insegnare al bambino già “grandetto” a dormire nella sua cameretta, nel suo lettino, è fargli notare che sta diventando grande (e quindi può dedicarsi ad attività per bambini più grandi che lo appassionano) e gratificarlo per i progressi raggiunti. Così addormentarsi da solo, al buio o con un piccolo punto luce, diventerà un piccolo obiettivo da raggiungere che sarà premiato con un piccolo pensierino, anche simbolico, ad esempio, una piccola medaglietta da appendere in cameretta per il “coraggio” (eh si, per addormentarsi al buio da soli, care mamme ci vuole coraggio!).

Fondamentale, nel ” passaggio di stanza”, evitiamo momenti particolarmente stressanti per il bambino, come ad esempio la nascita di un fratellino, l’ingresso all’asilo (o a scuola), la separazione dei genitori o altri fattori che inevitabilmente scuotono la tranquillità del quotidiano, cercando ad esempio, nel limite del possibile, di anticiparli.

Nanna e bambini: da oggi non dormo più nel mio lettino!

Se il bambino invece era già abituato a dormire nel suo lettino ma in qualche modo dimostra una regressione (pianto notturno, incubi ricorrenti, paura del buio), o rifiuta proprio di addormentarsi nel suo lettino e vuole la nostra compagnia, probabilmente sta vivendo un disagio e questa è la sua maniera di esternarlo.

Cerchiamo di instaurare, senza perdere la calma e con estrema pazienza, un buon dialogo con lui e di arrivare a capire cosa lo turba. I motivi possono essere i più svariati, dal più banale al più grave, ad esempio un nuovo compagno dell’asilo violento, dei brutti voti a scuola,ansia all’interno della famiglia che gli viene trasmessa di riflesso, la visione di un film che gli ha trasmesso angoscia o nel caso della nascita di un fratellino, la paura di perdere l’amore di mamma e papà, e non vanno mai sottovalutati.

Cerchiamo di tranquillizzare il bambino quando il momento della nanna si avvicina e manteniamo un rituale fisso, che aiuta ad abituarsi più facilmente e serenamente al momento del distacco; ad esempio, la lettura di una favola, un po’ di coccole, una ninna nanna, con una luce non troppo alta e soffusa. Se tutti questi piccoli accorgimenti non funzionano e il bambino continua a manifestare disagio, parliamone con il pediatra che può consigliarci la soluzione più adatta al nostro caso.

 

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Educazione/psicologia · Nanna

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