L’importanza dell’ormone antimulleriano nella ricerca di una gravidanza

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Non tutti sanno che anche le ovaie hanno un’età che non corrisponde necessariamente a quella anagrafica della persona. Per scoprire questo dato però i medici hanno fatto ricorso all’analisi di un ormone chiamato antimulleriano.

Età anagrafica delle ovaie: come scoprirla con l’ormone antimulleriano

Nell’arco della sua esistenza ogni donna produce un numero non quantificabile di ovociti. Questi ultimi sono eliminati poi durante ogni ciclo mestruale, maturando contemporaneamente e venendo espulsi soltanto in tali circostanze. Pertanto con il passare degli anni ogni donna produce un numero sempre minore di ovociti e diminuiscono le possibilità di poter restare incinte.

Proprio per tale motivo ci sono alcune donne che decidono di ibernarli per assicurarsi la possibilità di avere un bambino in futuro. Tra le celebrità che hanno fatto ricorso a tale pratica c’è Kim Kardashian, che attraverso tale metodo è riuscita ad avere due bambini. Tuttavia non tutti sanno che così come gli ovociti invecchiano, lo fanno anche le ovaie. L’età anagrafica di queste ultime però è complicata da stabilire dal momento che non sempre corrisponde all’età esatta di una persona. Alcuni studiosi però negli ultimi tempi sono riusciti a trovare un modo per controllare l’età delle ovaie. Si tratta dell’analisi di un ormone particolare denominato ormone antimulleriano che viene prodotto durante la fase della pubertà ed è in grado di controllare i follicoli primari.

Ormone antimulleriano: di cosa si tratta esattamente

Con il termine ormone antimulleriano si intende una glicoproteina che viene prodotta sia dai maschi che dalle femmine poichè controlla i testicoli e i follicoli ovarici. Per risalire a tale ormone è possibile effettuare un comune esame del sangue che deve essere fatto nel caso in cui ci siano problemi nella fase del concepimento. Attraverso tale esame è possibile quindi stabilire se una donna è ancora fertile e quante possibilità ci sono di riuscire ad avere un bambino. Nelle donne l’ormone antimulleriano tende a seguire un ciclo ben preciso: comincia a crescere alla nascita, nella fase della pubertà si trova al suo apice per poi cominciare un lento declino man mano che passano gli anni. Oltre a valutare la fertilità, l’esame dell’ormone antimulleriano serve anche a controllare altre patologie come ad esempio quella dell’ovaio policistico (oggi purtroppo comune in tantissime donne). In Spagna, all’Institut Marquès, sono state condotte delle ricerche su più di diecimila donne che avevano un’età compresa tra i venti e i quarantacinque anni. Tali studi hanno permesso di stabilire i valori stimati dell’ormone antimulleriano in base all’età anagrafica che potete trovare qui.

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