Ovaio policistico: una nuova cura dalla Cina

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L’ovaio policistico è una patologia piuttosto comune nelle donne in età di gravidanza ed è legata a problemi ormonali e a insulinoresistenza.

In base a delle ricerche effettuate in Cina, si è arrivati a riscontrare che tra le possibili cause vi siano anche dei disturbi legati alla flora intestinale e che la risoluzione di questi possa garantire anche la guarigione della disfunzione ovulatoria.

Una nuova cura cinese per la sindrome dell’ovaio policistico

Secondo dei ricercatori del Centro Scientifico per la Salute e del Third Hospital dell’Università di Pechino, la sindrome dell’ovaio policistico è determinata in gran parte da problemi di tipo intestinale.

Sembra, infatti, che le donne colpite da questa malattia abbiano la presenza piuttosto rilevante di un particolare batterio: il bacteroides vulgatus. Si tratta di un batterio intestinale che si nutre di zuccheri semplici e, soprattutto, di glicani.

Solitamente questo si presenta in coloro che fanno una dieta ricca di grassi e proteine animali. Dunque gli scienziati cinesi sono convinti che un trattamento mirato a modificare la flora intestinale e a risolvere i problemi del metabolismo degli acidi della bile, possano portare alla risoluzione del disturbo ovarico.

Nuove speranze per chi soffre di ovaio policistico

L’ovaio policistico è una malattia che attualmente colpisce almeno il 5/10% delle donne e la sua eziologia rimane ancora oggi sconosciuta, così come la sua risoluzione.

Questa patologia è caratterizzata dall’ingrossamento delle ovaie e dalla presenza di cisti ovariche multiple ed è in grado di causare effetti di tipo metabolico, riproduttivo ed estetico a chi ne soffre.

Un gruppo di ricercatori cinesi, guidati dal ricercatore capo Qiao Jie, stanno conducendo degli esperimenti per comprendere le cause e le possibili soluzioni della disfunzione ovarica, basandosi su una ricerca interdisciplinare di biochimica, immunologia e metabolomica.

Grazie alla presenza di volontari e di un personale qualificato, stanno cercando di verificare la validità del trattamento del bacteroides vulgatus. È possibile infatti che il ripristino del funzionamento della flora intestinale possa finalmente garantire un rimedio definitivo ad un disturbo che da anni danneggia la salute di moltissime donne.

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