Sculacciate sempre da evitare, ecco come

Scritto da
sculacciate-sempre-da-evitare,-ecco-come
info@maternita.it'

Un tema molto scottante che continua a dividere l’opinione pubblica riguardo l’educazione parentale continua ad essere quello delle punizioni fisiche.

Elogiate dalle generazioni precedenti come sintomo di rigore e inflessibilità da parte del genitore, e rimpiante da molti che tendono a considerare i nuovi metodi educativi come troppo permissivi, schiaffi, sculacciate e scapaccioni continuano ad essere al centro di molti dibattiti pedagogici, specialmente nel nostro Paese.

Sebbene la violenza fisica e morale conclamata nei confronti dei bambini venga esplicitamente condannata dalla legge italiana, non si può dire altrettanto riguardo quegli atti considerati di lieve entità che si presuppone possano avere qualche valenza formativa. Cosa permette però di distinguere le due cose? E’ possibile riconoscere realmente gli effetti che questi atti producono sulla psicologia del bambino? Questi comportamenti sono veramente utili? Come si può ottenere un buon risultato educativo senza ricorrere a questo genere di mezzi?

Le sculacciate: cause ed effetti

Ogni bambino ha il proprio temperamento e il mestiere del genitore può rivelarsi più difficile del previsto. Schiaffi e sculacciate sono spesso e volentieri la reazione istintiva ad una situazione che non si sta riuscendo a gestire altrimenti. Utili ad interrompere nell’immediato l’atteggiamento che si desidera scoraggiare, non sembrano ottenere però gli effetti formativi desiderati. Al contrario , questi comportamenti tendono a compromettere seriamente il rapporto genitore – figlio, invalidando la comunicazione su cui questo si basa e producendo importanti conseguenze psicologiche sul piccolo. Indipendentemente dalla portata fisica che possano avere, infatti, questi mezzi producono nel bambino un’umiliazione infruttuosa che rischia di compromettere seriamente la sua autostima e la fiducia nelle possibilità di dialogo con il mondo che lo circonda.

Schiaffi e sculacciate: come evitarli

Quando si ha a che fare con dei bambini non bisogna mai dimenticare l’enorme portata emotiva che il ruolo che si sta ricoprendo richiede. Confrontarsi con un figlio, di qualunque età, comporta un’opera di costante dialogo con se stessi, un perenne mettersi in discussione a cui non si può delegare. Spesso, ciò significa imparare a controllare le proprie emozioni e le reazioni che da esse derivano, riuscendo ad utilizzarle in maniera costruttiva. In pratica, non ci si può lasciar vincere dalla frustrazione per un’imposizione non rispettata, ma bisogna interrogarsi sui motivi del gesto e su come sarebbe possibile ottenere un comportamento diverso da parte del bambino.
Ogni comportamento attuato, da entrambe le parti, trasmette un messaggio; per questo è opportuno valutare attentamente l’esempio che si da e cercare di capire i segnali che invece possono nascondersi dietro alla trasgressione di un divieto. Aprirsi al dialogo e alla comprensione, a differenza delle punizioni corporali, tende a rafforzare il rapporto conferendo alle imposizioni e ai rimproveri una maggiore autorità.

Categorie dell'articolo:
Educazione/psicologia