Il Mestiere più difficile è quello del Genitore

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Non so mai dove sbaglio ma, di fatto, sbaglio. Non so mai quando dover cedere, quando essere dura. Quando sarebbe meglio lasciar correre, quando insistere, essere irremovibile e severa.

Mi dicono che è così perché sono una mamma giovane, per cui devo maturare.
Mi dicono che è così perché sono una mamma vecchia, per cui ho troppe premure.
Mi dicono che è così perché lavoro per cui, quando sono con loro, non sono più obiettiva.
Mi dicono che è così perché non lavoro, quindi non ho altra vita.

Alle volte, di fronte ad alcuni pianti, ai capricci, ai silenzi, vado nel panico.

Non so quale sia il modo giusto per affrontarli. Non ragiono oppure ragiono troppo.
Mi sento sola perché il papà c’è poco, non c’è proprio, oppure ha semplicemente un’altra idea rispetto alla mia.

Sono solo bambini, alle volte, penso che i miei errori saranno rimediabili.

Domani, ci riderò sopra oppure non li ricorderò neanche.

Altre volte, proprio perché sono bambini, penso che ciò che faccio ora sarà determinante per il dopo.

Come li crescerò, che esempi darò, che stimoli, rimproveri, gratificazioni offrirò, formeranno il loro carattere. Quello delle donne e degli uomini di domani.

Ho sempre paura di aiutarli troppo, di non riuscire a trasmettere il giusto peso delle cose, delle proprie azioni e di quelle degli altri.

Di essere troppo premurosa, di spianare loro la strada, pur sapendo che gli ostacoli nella vita non mancano mai e che è giusto saperlo da subito per non esserne turbati dopo.

Ho paura di essere eccessivamente severa, di trasmettergli un senso del dovere, delle responsabilità delle proprie azioni, poco commisurato alla loro età.

Ci sarà tempo e modo per capire, per smorzare, dare un senso più adulto alle cose. Quando saranno adulti, appunto.

Vorrei che i miei figli fossero equilibrati, felici, grati. Che fossero in grado di capire ciò che è giusto e ciò che è sbaglio. Ciò per cui è giusto combattere senza riserve, e ciò per cui non vale la pena spendere energie o perdere un solo minuto di sonno.

Vorrei che fossero delle brave persone, da cui prendere esempio semmai, ma di cui nessuno possa approfittare.

Vorrei fossero sempre in grado di amare, senza pentirsene se le cose vanno male, sereni, sapendo che non sempre le cose vanno come speriamo. E non sempre ciò che speriamo è giusto.

Vorrei che fossero liberi, indipendenti, senza però che questo voglia dire calpestare gli altri, fare del male.

Vorrei che fossero forti, coraggiosi, intraprendenti, curiosi, felici. Fino alla fine.

Non so mai dove sbaglio e non so quale sia il perché.

Alcuni dicono che è tutto normale, le ricette non esistono. Non è facile, ed è per questo che ce lo dicevano anche da bambini: il Mestiere più difficile è quello del Genitore.

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