Idratazione in gravidanza: quanto e cosa bere

Quanto bere in gravidanza e quali bevande scegliere? Indicazioni pratiche per la giornata, il caldo e i dubbi più comuni, con attenzione a te e al bambino.

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Tra nausea, impegni quotidiani e giornate calde, bere con regolarità in gravidanza può richiedere qualche attenzione in più. Anche le indicazioni sulle quantità possono creare dubbi: contano soltanto i bicchieri d’acqua oppure anche gli alimenti? Vediamo quanto e cosa bere, senza trasformare ogni sorso in un conteggio rigido. Se hai già figli, puoi approfondire anche le indicazioni su caldo e idratazione dei bambini, che hanno esigenze diverse da quelle degli adulti.

Perché idratarsi correttamente in gravidanza

Durante la gravidanza aumenta il volume del sangue materno, necessario anche a sostenere gli scambi con la placenta. L’acqua partecipa a questo adattamento e alle normali funzioni dell’organismo: per questo il fabbisogno cresce rispetto a prima della gravidanza, senza che tutte le persone debbano bere esattamente la stessa quantità.

Bere a sufficienza, insieme alle fibre e al movimento compatibile con la gravidanza, può aiutare la regolarità intestinale. Non garantisce però di evitare infezioni urinarie e non le cura: se avverti bruciore quando urini, contatta il medico in giornata. Capogiri e crampi muscolari notturni possono avere cause diverse e non vanno attribuiti automaticamente alla mancanza d’acqua. Bere più del necessario non è un accorgimento da adottare per preparare l’utero al parto.

Idratazione, bambino e liquido amniotico

L’acqua è necessaria anche allo sviluppo del bambino, ma il volume del liquido amniotico non dipende soltanto da quanto bevi. La sua regolazione coinvolge diversi processi materni e fetali. Se durante un controllo emerge una quantità ridotta di liquido, il ginecologo deve valutarne le cause e indicare come procedere: aumentare autonomamente l’acqua non sostituisce i controlli o le cure. Bere oltre il proprio fabbisogno non garantisce una migliore circolazione della placenta.

Quanto e come bere durante la giornata

L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) indica per la gravidanza un apporto adeguato di circa 2,3 litri di acqua totale al giorno: comprende sia l’acqua delle bevande sia quella contenuta negli alimenti. Non significa quindi dover bere 2,3 litri di sola acqua. È un riferimento per condizioni di temperatura e attività moderate, non una prescrizione individuale né una soglia minima valida per tutte. Caldo, sudorazione e attività fisica possono aumentare le necessità. Distribuisci le bevande nella giornata, tenendo l’acqua a portata di mano; se hai nausea, prova piccoli sorsi frequenti. Se il medico ti ha dato indicazioni specifiche sui liquidi, segui quelle.

  • Nelle giornate calde porta con te dell’acqua e bevi con regolarità, senza cercare di recuperare tutto in una volta.
  • Frutta e verdura ben lavate contribuiscono all’apporto di acqua, ma non sostituiscono completamente le bevande.
  • Quando puoi, resta in ambienti freschi nelle ore più calde e riduci gli sforzi sotto il sole.

Cosa bere in gravidanza

L’acqua è la bevanda di riferimento. Acqua frizzante e bibite zuccherate non sono equivalenti: l’acqua frizzante senza zuccheri aggiunti può essere un’alternativa a quella naturale, se la gradisci. Se noti più gonfiore o reflusso, prova quella naturale e valuta quale tolleri meglio.

Puoi scegliere acqua potabile del rubinetto oppure acqua in bottiglia: non serve un’acqua speciale per la gravidanza. Sull’etichetta dell’acqua minerale trovi i minerali presenti e il residuo fisso, cioè la quantità complessiva di sali disciolti. Questo numero, da solo, non indica quale acqua sia migliore per te. Se hai una condizione che richiede attenzione all’apporto di liquidi o minerali, chiedi al medico indicazioni personali.

Limita le bevande zuccherate, senza usarle abitualmente al posto dell’acqua: anche i succhi preparati in casa apportano zuccheri. Se hai ricevuto una diagnosi di diabete gestazionale, concorda con il team curante le scelte alimentari; puoi approfondire sintomi e trattamento del diabete gestazionale. Il tema del rapporto tra idratazione e attività cognitiva è distinto: non permette di concludere che le bevande consumate in gravidanza provochino difficoltà di apprendimento nel bambino.

La caffeina complessiva non dovrebbe superare 200 mg al giorno in gravidanza. Conta quella di caffè, tè, cola, bevande energetiche e altre fonti, come il cioccolato; la quantità varia secondo prodotto, porzione e preparazione. La teina è la stessa sostanza della caffeina, quindi anche il tè contribuisce al totale. Evita le bevande energetiche. Tisane e infusi non sono automaticamente adatti alla gravidanza: verifica con il farmacista, l’ostetrica o il medico le erbe contenute, soprattutto prima di un uso abituale. Evita inoltre le bevande alcoliche.

Redazione
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