Gianessa e l’alopecia: ecco il suo look per la ‘giornata dei capelli folli’ a scuola

Scritto da
gianessa-e-lalopecia-ecco-il-suo-look-per-la-giornata-dei-capelli-folli-a-scuola
info@maternita.it'


Quando la mamma di Gianessa Wride, di Salem nello Utah, si è accorta che la sua bambina perdeva i capelli in modo preoccupante, la piccola aveva solo sette anni. Era il 2017 ed è successo tutto in pochissimo tempo. Subito dopo Capodanno mamma Danielle, pettinando la figlia, nota per la prima volta l’insolita perdita di capelli. A fine gennaio a causa di una malattia autoimmune, l’alopecia, Gianessa ha già visto scomparire completamente la sua lunga chioma.

Il look di Gianessa per il Crazy Hair Day.

Possiamo tutti immaginare la difficile situazione in cui viene a trovarsi la bambina. Le reazioni dei compagni di scuola, a quell’età, possono essere davvero crudeli. A questo punto il ruolo di mamma Danielle si fa determinate: la donna, infermiera, sostiene la bambina con coraggio e la spinge ad esprimere se stessa al meglio nonostante tutto. Così Gianessa comincia a portare con orgoglio grandi foulard colorati e originali diademi sulla testa ormai completamente rasata.

Poi arriva la “giornata dei capelli pazzi”, il Crazy Hair Day, un evento che si svolge ogni anno nelle scuole di Salem. L’anno precedente Gianessa si era presentata alla festa coi lunghi capelli acconciati come il corno di un fiabesco unicorno e ora che la malattia le ha portato via la sua bella chioma bisogna proprio inventarsi qualcosa di straordinario. Ed ecco l’idea: mamma Danielle acquista diverse confezioni di brillantini e piccoli gioielli adesivi coi quali disegna sulla testa della bambina fiori colorati e un piccolo luccicante gufo.

Un esempio di coraggio e auto-accettazione.

Le foto di Gianessa con la testa ricoperta di gioielli e un sorriso radioso diventano subito virali. In breve tempo il look di Gianessa per il Crazy Hair Day fa il giro del mondo dando il via ad una campagna di sensibilizzazione nei confronti dei bambini con alopecia che dura ancora oggi. Un esempio di coraggio e un aiuto concreto per chi, anche a causa di terapie mediche aggressive, si trova a identificarsi con la piccola, grande Gianessa.

Tags dell'articolo:
·
Categorie dell'articolo:
Bimbi "speciali"

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.