Gestosi in gravidanza: tutte le informazioni utili

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La gestosi (preeclampsia) è una malattia che colpisce durante la gravidanza ed è molto pericolosa sia per la mamma sia per il bambino. Si presenta dopo il secondo trimestre e va monitorata dal ginecologo o in ospedale per evitare che ci siano complicazioni gravi.

Diagnosticarla in tempo, seguire le indicazioni per prevenirla e monitorare la pressione è il miglior modo per evitarla.

preeclampsia

Cosa significa avere la gestosi in gravidanza

La gestosi in gravidanza è legata all’aumento della pressione del sangue e alle proteine presenti nelle urine della madre. È pericolosa perché intacca la placenta e può provocare gravi danni su cervello, fegato e reni della mamma. Tra le complicanze del feto più comuni ci sono il parto prematuro, il basso peso del neonato e in casi estremi, la morte.

Non esiste una cura a questo problema, solo il monitoraggio continuo e il parto prima del termine. Far nascere il bambino, anche prima della data fissata, è l’unico modo per evitare qualsiasi rischio.

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Come si riconosce la gestosi in gravidanza: i sintomi

La gestosi in gravidanza non si diagnostica con degli esami; bisogna fare controlli continui se si è donne a rischio e bisogna tenere la mamma sotto osservazione. Questi i sintomi più comuni:

  • aumento delle proteine nelle urine (proteurina)
  • aumento della pressione del sangue gestazionale
  • dolore addominale
  • mal di test continuo
  • aumento di peso in poco tempo

In caso di mal di testa, non significa che in tutti i casi ci sia il pericolo della gestosi. I controlli di routine dal ginecologo aiuteranno ad accertarsi della condizione di salute della mamma.

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Gestosi in gravidanza: come prevenirla

Per alcune donne c’è un rischio gestosi più elevato ed per questo che il ginecologo può valutare di prevenirla anche se non si è ancora presentata. La neomamma dovrà fare gli esami più spesso, essere monitorata di continuo e tenere sotto controllo la pressione arteriosa. In alcuni casi si procede con il controllo della flussimetria per valutare lo stato della placenta. Sta proseguendo tutto bene? Ci sono anomalie e bisogna correre ai ripari?

prevenire gestosi in gravidanza

 

Dieta per la gestosi in gravidanza: cosa mangiare

Anche la dieta in gravidanza è un’ottima prevenzione e questo soprattutto se la donna incinta ha preso molti chili tutti insieme e in breve periodo. Per evitare il rischio di gestosi per un peso eccessivo è bene stare attente a ciò che si mangia. Bisogna evitare dolci e cibi grassi, preferire frutta fresca e frutta secca per gli spuntini a metà mattino e metà pomeriggio, carne bianca, cereali e pochi condimenti durante i pasti.

In più bere tanto, anche due litri di acqua al giorno, e fare delle lunghe passeggiate aiuta a tenere sotto controllo il peso e a sentirsi meglio fisicamente.

dieta gestosi in gravidanza

Perché viene la gestosi in gravidanza

Non ci sono dati certi, ma la gestosi può colpire se ci sono stati altri casi in famiglia (mamma, sorelle) oppure se c’è stato un aumento di peso importante in poco tempo, se si è soggetti ipertesi, se si soffre di diabete.

Altri soggetti a rischio sono le donne che soffrono di obesità o con malattie renali, ma anche in situazioni di parto gemellare e per colpa del fumo eccessivo.

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Cardioaspirina in gravidanza per gestosi

In molti casi, una delle terapie che viene somministrata è la cardiospirina, una cura protettiva che viene data per salvaguardare il benessere della placenta.

Ha due funzioni specifiche: anticoagulante per impedire l’aggregazione delle piastrine e antinfiammatoria. Nei soggetti a rischio andrebbe data prima della 16esima settimana di gravidanza, in modo che il farmaco intervenga in maniera efficace sulla formazione della placenta.

cardioaspirina in gravidanza

Gestosi in gravidanza: le conseguenze per il feto

In caso di preeclampsia, oltre ai grandi rischi per la mamma, ci sono pericoli importanti anche per il bambino, tra cui il ritardo della crescita e il parto prematuro, che va assolutamente indotto perché il feto non è più in grado di sopravvivere con una placenta malata. Nei casi peggiori invece sopraggiunge la morte endouterina.

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