Rottura prematura delle acque: di cosa si tratta?

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rottura prematura delle acque

Per rottura prematura delle acque o PROM (Premature Rupture Of Membranes) si intende la rottura prima del travaglio del sacco amniotico con conseguente fuoriuscita del liquido amniotico. Questa condizione si verifica nel 10% delle gravidanze a termine e nel 2-4% delle gestazioni che non hanno superato la trentasettesima settimana. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

In condizioni di normalità la cosiddetta rottura delle acque si verifica durante il travaglio o poco prima che esso abbia luogo: questo evento preannuncia che il bebè sta per venire al mondo. Se la rottura si verifica prima dell’avvio regolare delle contrazioni è necessario che la futura mamma si rechi immediatamente in ospedale.

Rottura prematura delle acque: principali cause

Le cause della rottura prematura delle acque sono diverse, ma si ritiene che un ruolo fondamentale sia svolto da infezioni della vagina e/o alle vie urinarie. In tal senso i principali fattori di rischio sono i seguenti:

  1. incapacità del collo dell’utero di rimanere chiuso
  2. pregressa PROM
  3. gravidanza gemellare o plurigemellare
  4. procedure diagnostiche invasive (amniocentesi)

Rottura prematura delle acque: come comportarsi

La rottura prematura delle membrane è facilmente riconoscibile, in quanto le perdite di liquido risultano continue. Di fronte a una simile evenienza è sempre opportuno consultare il proprio medico di fiducia e valutare la possibilità di un ricovero.

Se la gestazione non è giunta alla trentasettesima settimana, la futura mamma sarà sottoposta a una apposita terapia farmacologia finalizzata a evitare possibili infezioni che possono essere trasmesse dalla madre al nascituro. In questa circostanza, inoltre, si tenderà a ritardare l’inizio del travaglio allo scopo di favorire la maturazione polmonare del bambino tramite somministrazione di Betametasone intramuscolo.

Se al contrario l’evento si verifica al termine della gravidanza, solitamente si opta per un parto indotto tramite somministrazione di ossitocina per garantire la salute sia del feto che della futura mamma.

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