Io, che mi ritengo una Mamma Fortunata

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sono una mamma fortunata

Noto con piacere che il fenomeno delle blogger-mamme cresce a dismisura. Proprio le mamme forse hanno molte più cose da raccontare… e diecimila motivi in più per sedersi la sera di fronte al PC e sfogare senza freni la stanchezza accumulata durante la giornata. “Oggi il mio bimbo ha rotto un vaso!“, “Oggi ha pianto tutto il giorno perché litigava col fratello!“,”Oggi mi ha fatto disperare perché si è perso il ciuccio e non riuscivamo più a trovarlo!“,”La mia privacy non esiste neanche in bagno!“.

Se vi stete chiedendo se siete davvero così,sappiate che sì, siete davvero così.

Oggi però voglio dedicare questo post a mio figlio per rendere merito ai gradini che ha scalato in questi due anni e mezzo con grandi capacità.

Tante volte io mi ritengo una madre fortunata, dico di aver messo al mondo un piccolo uomo, piccolo solo di statura. Per quanto testardo e casinista sia, è sempre stato molto portato all’ apprendimento ed anche sorprendentemente poco abitudinario e tendente cambiamento. Per esempio avete presente i lanci di pastina durante lo svezzamento? Ecco, mio figlio sin dal primo giorno ha sempre mangiato tutta la pappa.Sto proprio dicendo che lui non ha mai sputato il cibo. E le mille storie inventate per togliere il ciuccio? A me è bastato nasconderlo quando aveva meno di un anno e mezzo e lui non lo ha più cercato.

Ecco cosa intendo per bambino grande. Per cui questa volta non mi va più di stare qui a sbraitare e dire che è un moccioso sputa-bombe a orologeria. Piuttosto lo definirei un terrorista lancia-tutto, ma è bravo in tutto il resto. Anche a mangiare da solo. Soprattutto è stato bravo a rimpiazzare il pannolino con il water in pochissimi giorni. E adesso fa anche la pipì da solo.

Ora, non me ne vogliate mamme di tutta Italia, ma forse dovreste provare a riflettere un po’ su questo punto. E’ vero che fanno i monelli, che toccano e rompono tutto, sono capricciosi e insistenti ma provateci voi a crescere, cioè provateci voi ad annullare tutte le vostre conoscenze e abitudini e ripartire da zero. Provateci ad assaporare gusti mai sentiti, a resistere al richiamo inconfondibile di un contenitore con i fiori per poi scoprire che è di vetro, si chiama vaso e si può rompere in mille pezzi.

Insomma il mio più che un invito a comprendere è un invito a riconoscere gli sforzi che loro fanno ogni giorno. Ok mi state odiando? Credetemi, pensate come loro pensano, agite come loro agiscono. Sarà molto più facile capirli.

Ho sperimentato questo sistema su di me prima di parlarvene. Ho cercato di immedesimarmi nella sua mente prima di rimproverarlo o prima di impedirgli di fare qualcosa. In questo modo ho anche trovato il modo giusto per insegnargli tantissime cose con ottimi risultati di ascolto da parte sua. Ma quello che più importa è che lui a lungo andare ha capito che se dico di no a qualche suo comportamento lo faccio davvero per il suo bene. Il suo ed il mio bene.

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