La mia Vita con Mamma

Scritto da
La vita da mamma

Finalmente sto aggeggio con le lettere scritte lo prendo in possesso io. È diverso dal mio, questo è poco colorato… ho la sensazione che sia veramente qualcosa di importante, o di valore, perché altrimenti Mamma non mi direbbe sempre “Guai a te se lo tocchi!”.
Vabbè, comunque ormai il danno è fatto. Vedo che lei preme sempre questi tasti e so che lei scrive su di me. Lo so perché poi ne parla con le sue amiche. E le racconta sempre che io sono monellissimo e disordinatissimo e disubbidiente. Dice che sono un casinista nato però lei è la prima, a volte, a spingermi a fare casino.

Per esempio l’altro giorno giocavamo con le costruzioni e lei voleva fare un ponte per le macchinine. Siccome non ci riusciva, mi ha detto “Al diavolo il ponte!”. Ha lanciato tutte le costruzioni in aria, e insieme saltavamo: era bellissimo, sembrava una pioggia coloratissima! Le costruzioni utilizzate così sono più divertenti, infatti io lo faccio spesso… Ma lei la metà delle volte si arrabbia, e pretende che le raccolga tutte. Ma perché lei si ed io no? Che noia raccoglierle tutte!

Altre volte, invece, si arrabbia perché non sono mai composto quando mangio, non vuole che salgo sul tavolo tra un boccone e l’altro, e non vuole nemmeno che butto le briciole di pane nei bicchieri pieni di acqua. Che male ci sarà nel fare queste cose, io non lo capisco… Ma intanto lo faccio: giocare con l’acqua che schizza dappertutto è una cosa fantastica! Anche se Mamma dice che è una “figata” (e dice proprio così!) solo al mare…

Io mi diverto a mettermi nudo davanti a lei, tiro fuori il pisellino e glielo faccio vedere! Che bello, ho finito di usare il pannolino e ora che ho le mutandine mi sento molto più libero! Lei dice che non si fa, non devo spogliarmi davanti agli altri… Però lei una volta si è messa con il seno scoperto davanti ad un tizio con il camice bianco. Mi sono spaventato tantissimo, ho pianto perché vuole dire che allora ha la bua, e deve prendere le medicine e le medicine hanno un sapore di cacca. Bleah!
Comunque alla fine mi ha rassicurato dicendomi che sta bene, non ha nulla, ha detto che era un controllo di routine o una cosa simile, e mi ha promesso che non sarebbe più tornata dal signore col camice bianco.

Non so se ci è più tornata… Credo che lo saprei, perché tanto siamo sempre insieme, usciamo spesso con le sue amiche che mi fanno giocare e divertire. Io le chiamo ” zie” come i fratelli di Papà e Mamma, ma non so quale sia la differenza tra loro. A me non importa in realtà, sto bene con tutti loro… E mi danno tutto quello che voglio! Infatti, quando sono con loro, non vorrei mai tornare a casa da solo con la Mamma, ma poi lei mi minaccia dicendomi che se ne va senza di me, e allora io scelgo di andare con lei.

Anche perché quando ci mettiamo nel letto abbracciati, la sera dopo il latte, mi fa le coccole, mi da tanti bacini come solo lei sa fare e mi dice: “Buonanotte cucciolo, a domani. Sei un nano pestifero ma ti amo.

Questo lo so che significa. In qualche modo lo sento. So che domani lei ci sarà, anche se la faccio arrabbiare. E so pure quell’altra cosa, quella del ” Ti amo“, perché la amo anch’io.

Mam in Jeans (In The City)

Condividi il post:
Categorie dell'articolo:
Ho un bimbo

Commenti

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *