Quando un figlio è Mamma-dipendente

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quando un figlio è mamma dipendente

Bambini: essere dipendenti dalla mamma

Se tuo figlio soffre di “mammite acuta” , ovvero un attaccamento morboso alla figura materna, sappi che la prima responsabile sei proprio tu! L’eccessiva indulgenza e l’esasperato attaccamento che hai favorito durante il suo primo anno di vita, infatti, hanno reso il tuo bimbo mamma-dipendente. Questo “disagio” può determinare nel piccolo disturbi del sonno, ansia da separazione o da abbandono, disturbi dell’alimentazione, ecc. Di seguito ti forniamo qualche utile consiglio per prevenire questa circostanza e per normalizzare il rapporto tra te e tuo figlio.

Se il bambino è mamma-dipendente la colpa è da imputare a come è stata gestita la diade mamma-bebè nel primo anno di vita del piccolo. Se quest’ultimo, ad esempio, è stato allattato oltre gli standard previsti (non solo per essere nutrito ma anche per essere calmato) o se è stato abituato a dormire nel lettone coi genitori (pratica, tra l’altro, sconsigliata dai pediatri), è impossibile che da un giorno all’altro decida arbitrariamente di  costruirsi una propria autonomia, separandosi con tranquillità dalla figura materna.

Come deve comportarsi la mamma

In primo luogo la mamma deve essere consapevole del fatto che il primo anno di vita è il periodo più importante per il processo di emancipazione del bebè. Si pensi, ad esempio, al fatto che il bambino in questo periodo dovrebbe essere svezzato per cominciare a nutrirsi anche con i cibi solidi, che comincia a sviluppare un proprio linguaggio e  a fare i primi passi.  Guai, dunque, a ostacolare questo percorso se si desidera scongiurare la mammite acuta!

D’altra parte il piccolo sperimenta in questo periodo della propria vita anche un comportamento esplorativo: è curioso, si guarda intorno e poi ritorna alla base sicura, rappresentata dalla propria mamma. Nei limiti delle norme di sicurezza questo atteggiamento del piccolo non va frenato, ma, al contrario, va incoraggiato.

Altro escamotage per evitare la mammite acuta consiste nel promuovere il cosiddetto care-givering multiplo, ovvero l’affidamento del bambino a diverse figure che ruotano intorno al nucleo familiare (fratelli maggiori, nonni, zii, baby-sitter, ecc.), in modo tale da favorirne le relazioni socio-affettive.

Categorie dell'articolo:
Educazione/psicologia

Commenti

  • Mah…a me sembrano delle super cazzate

    Stefano Mary Jò Stefano Mary Jò 1 luglio 2016 14:41 Rispondi
    • L’attaccamento genitore bambino, soprattutto quando evolve nell’eccessivo attaccamento, invece, esprime un vero e proprio disagio del bambino secondo gli esperti di genitorialità e di età evolutiva. Non ci sembra giusto ignorare questo fenomeno, come non ci sembra giusto veder usato un simile linguaggio per un confronto 🙂

      maternita.it maternita.it 1 luglio 2016 15:04 Rispondi
    • “Esperti” presi direttamente dai anni 60’…tutti concetti superati da tanto…

      Adriana Szabo Adriana Szabo 1 luglio 2016 17:55 Rispondi
      • Brava, mi hai tolto le parole di bocca. Ci manca pure che dicano di non dargli il seno, che va meglio il biberon, e siamo a posto.

        sferreira@live.it' silvia 26 ottobre 2016 22:35 Rispondi
    • Io non ho mai visto un bambino che non impara a camminare o a socializzare a causa del l’attaccamento verso la mamma… il bambino richiede i suoi spazi quando si sente pronto. ..ed in genere i cosiddetti esperti non hanno figli e della realtà dell’essere genitore ne sanno ben poco

      Stefano Mary Jò Stefano Mary Jò 1 luglio 2016 18:16 Rispondi
    • Allora io dovrei vivere con mia figlia in Giappone…☺️

      Luisa LaLù Luisa LaLù 1 luglio 2016 23:14 Rispondi
  • Si parla tanto di allattamento a richiesta e co-sleeping e poi diventano un problema? Forse gli “esperti” dovrebbero mettersi d’accordo… Che confusione x noi povere mamme!

    Cristina Di Luzio Cristina Di Luzio 1 luglio 2016 15:10 Rispondi
  • Io inconsapevolmente ho fatto così! E mio figlio è anche troppo socievole!!!! Ma sopratutto è tranquillo ogni volta che lo lascio x andare a lavoro o una semplice commissione. Gli ho sempre spiegato tutto dove andavo e cosa facevo anche se era molto molto piccolo.

    Floriana Fois Floriana Fois 1 luglio 2016 15:13 Rispondi
  • Beh qua non si parla di non stare con il piccolo o di non coccolarlo. .. semplicemente di non essere morbosi ,se arriva anche una nonnina sconosciuta che vuole solo salutarlo dal passeggino non c’è bisogno di girare il passeggino come se avessimo davanti il demonio … se arriva la zia in visita e vuole dargli il biberon o provare a dargli la pappa che lo faccia pure mal che vada è un po Di pappa ovunque .. se il bimbo stesso richiede di stare in braccio a qualcun altro della famiglia o che frequenta la casa ,ben venga non ce lo stanno rubando….se dobbiamo andar a far la spesa e vuole stare con i nonni o il cuginetto x giocare ,facciamoci una spesa in pace ogni tanto…. anche perché quando andrà all’asilo noi non saremo li tutto il giorno e probabilmente x chi lavora fino a tardi non saremo noi ad andare a prenderlo…. credo sia un po questo il succo del discorso….

    Trilly Jade Trilly Jade 1 luglio 2016 15:55 Rispondi
  • Dunque…la mia bambina ha quasi 8 mesi,ha sempre dormito nel suo lettino e ahimè l’ho allattata solo poco più di un mese…la do in braccio a chiunque me lo chieda (di conosciuto ovviamente!) e al bisogno la lascio dai nonni…quindi tutte cose “fatte nel modo giusto” a sentire gli esperti…allora mi spiegate xchè ha la mammite acuta????xchè mi cerca in continuazione?xchè fa crisi di pianto se la lascio troppo ad altri??!!!mah!!!!!!

    Jenni Mazzocco Jenni Mazzocco 1 luglio 2016 21:28 Rispondi
    • E’ proprio questo il senso dell’articolo: il bambino, esprime un vero e proprio disagio da valutare attentamente, e non da sottovalutare. L’espressione della ricerca quasi ossessiva, e delle crisi di pianto, potrebbero non essere legate ad errori materni, ma a qualcosa di più profondo che merita attenzione e approfondimento 🙂

      maternita.it maternita.it 3 luglio 2016 11:18 Rispondi
  • Ogni bambino e’ un mondo a se…con le proprie esigenZe e il
    Proprio carattere…non si puo’ generalizZare…se ci fosse una regola comune per tutti sarebbe troppo facile..ci vuole attenzione e consapevolezza…e soprattutto pazienza e amore.

    LA Mel LA Mel 1 luglio 2016 22:50 Rispondi
  • Bah! Gli ultimi studi hanno stabilito che dormire col bambino ed allattarlo addirittura fino al terzo anno di vita, sono cose che migliorano la vita e L aspetto psicologico del bambino anche a lungo termine
    Qui si dice esattamente il contrario
    In che modo poi essere attaccato alla mamma può creare disturbi del sonno o nell alimentazione? Nn trovo un nesso sinceramente

    Renata Tuveri Renata Tuveri 2 luglio 2016 8:29 Rispondi
  • Articolone proprio ..mah

    Jessica Arrius Jessica Arrius 2 luglio 2016 22:11 Rispondi
  • Noto che molte donne sono promotrici della morbosità nei confronti dei loro figli e disposte ad additare chi non lo è come genitore snaturato o come esperto senza figli. Vi racconto questa cosa: c’è questa mia conoscente che allatta il figlio di appena “60 mesi” che, ovviamente, ancora dorme con loro. è un bambino strano e asociale, con tutto il rispetto per il piccolo. E poi ricordo che il lettone è sconsigliato nel primo anno di vita perché il bambino rischia di soffocare. Mai sentito parlare di quest?

    Mariastella Perrone Mariastella Perrone 4 luglio 2016 13:51 Rispondi
    • Mai sentito parlare di oms e linee guida sull’allattamento a termine? Prima di giudicare bisogna studiare!

      Elisa.zanardo@outlook.com' Elisa 27 ottobre 2016 5:52 Rispondi
      • Cara Elisa, ci spiega in quale passaggio sarebbero questionate le linee guida OMS?

        info@maternita.it' Redazione 27 ottobre 2016 11:11 Rispondi
  • Ma stiamo scherzando?!
    Il sito ufficiale del ministero della sanità scrive “L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) raccomanda l’allattamento al seno in maniera esclusiva fino al compimento del 6° mese di vita.
    E’ importante inoltre che il latte materno rimanga la scelta prioritaria anche dopo l’introduzione di alimenti complementari, fino ai due anni di vita ed oltre, e comunque finché mamma e bambino lo desiderino”.
    In questo articolo si parla di primo anno di vita del bambino quindi mi spiegate per favore cosa Si intende per “standard previsti” in riferimento alla durata dell’allattamento?
    Trovo gravissimo dare questo tipo di informazioni che sono SCORRETTE!!
    Attendo una risposta..
    Grazie

    Silvia.mondinelli@gmail.com' Silvia 26 ottobre 2016 22:08 Rispondi
    • Ci scusi Silvia, ma lei che articolo ha letto? Noi indichiamo chiaramente una pratica assolutamente sconsigliabile, ovvero quella citata in questo passaggio: “Se quest’ultimo, ad esempio, è stato allattato oltre gli standard previsti (non solo per essere nutrito ma anche per essere calmato)”. La chiave della comprensione del testo, è dare il seno non solo per esclusivo nutrimento, sviluppando quindi una tipologia educativa per calmare il piccolo anomala e sconsigliabile. Quindi, chiediamo prima di leggere bene ciò che si vuole commentare, e non citare solo la parte che fa comodo (per standard previsti, noi indichiamo sempre le linee guida OMS).
      In questo articolo non si discute la pratica e la durata dell’allattamento al seno, quanto quella di dare il seno per scopi diversi da quelli che non sono di puro nutrimento, soprattutto se queste pratiche arrivano dopo il primo anno di vita: il bimbo potrebbe interiorizzare meccanismi che possono essere deleteri nello sviluppo della propria autonomia.

      info@maternita.it' Redazione 27 ottobre 2016 11:09 Rispondi
  • ” è impossibile che da un giorno all’altro decida arbitrariamente di costruirsi una propria autonomia, separandosi con tranquillità dalla figura materna” e qui vi smentisco io. Ha scelto lui di non prendere più il seno, ha scelto lui di andare a dormire nel suo lettino e tolto il pannolino. Il tutto in 8 mesi, quando nel frattempo è nata anche la sorellina. Evviva l’alto contatto e l’accudimento consapevole!

    Elenuk80@hotmail.com' Elena 26 ottobre 2016 22:29 Rispondi
    • Cara Elena, cito: “Se quest’ultimo, ad esempio, è stato allattato oltre gli standard previsti (non solo per essere nutrito ma anche per essere calmato)”, significa non seguire le linee guida OMS. Se in otto mesi, e non in un giorno, il piccolo ha acquisito la sua autonomia, vuol dire che è stato gestito tutto in maniera corretta, e non c’è proprio nulla da smentire perché stiamo dicendo la stessa cosa 😀

      info@maternita.it' Redazione 27 ottobre 2016 10:57 Rispondi
  • Nel primo anno di vita è normale che il bambino sia attaccato alla mamma… questo articolo sa di vecchio…

    sferreira@live.it' silvia 26 ottobre 2016 22:31 Rispondi
  • Ma chi è che ha scritto questo articolo??? Si definisce giornalista??? Ha forse attinto a qualche testo del dopoguerra??? Ormai la bibliografia seria è concorde sul fatto che un bambino che ha soddisfatto il bisogno di contatto è un bambino che sviluppa maggiormente L’autonomia perché ha una base solida di sicurezza. Ragionando un attimo nei millenni passati se un neonato non dormiva con il genitore rischiava di essere sbranato da qualche animale o di morire di freddo, idem per quanto riguarda l’allattamento! Certo me li immagino i primi uomini sulla terra a cercare gli omogeneizzati o i passeggini con la clava! Oppure dica di lo stesso nel medioevo o nel più elegante rinascimento! Ma per favore! Tutte queste teorie sono solo frutto delle leggi di mercato di fine ottocento quando scoppiò il mercato del baby food e ci hanno voluto far credere che le donne non sanno più fare le mamme! Ma per cortesia che si legga qualche articolo serio chi ha scritto questo pseudo articolo!

    Valentina.gianchino@hotmail.it' Valentina 26 ottobre 2016 22:37 Rispondi
  • Quante enormi sciocchezze in poche righe…indipendenza nel 1anno du vita?ma si vuole un bimbo o un soldato?

    F.francy1980@yahoo.it' Francy 26 ottobre 2016 23:21 Rispondi
    • Cara Francy, veramente non si sta parlando di bambini indipendenti già dal primo anno di vita, visto che non si tratta di un articolo di fantascienza. Si fa accenno ad alcuni studi che vedono alla base di alcuni comportamenti scorretti nel primo anno di vita del bambino i primi problemi nello sviluppo della sua futura indipendenza.

      info@maternita.it' Redazione 27 ottobre 2016 11:13 Rispondi

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