Babypod: l’evoluzione 2.0 della musicoterapia

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Avete mai sentito parlare dell’importanza della musicoterapia in gravidanza? E del Babypod?

Stimolare i bambini già nel pancione facendo ascoltare loro della buona musica, meglio se rilassante e classica, aiuta i piccoli a distendersi e ad entrare in connessione emotiva con la mamma.

Di solito le mamme che vogliono coccolare il piccolo a suon di musica, si limitano ad ascoltare ad un volume nemmeno troppo sostenuto qualche traccia della playlist del cuore, lasciando che le vibrazioni delle note arrivino fin dentro il sacco amniotico.

Eppure, da oggi, il mondo della tecnologia propone un’innovazione di settore quantomeno singolare.

Si chiama Babypod e dal design sembra un mix tra un assorbente interno ed un piccolo lettore mp3.

La realtà del prodotto non si discosta molto da questa descrizione.

Il Babypod infatti, non è altro che un amplificatore di musica ad uso vaginale.

Come funziona?

Basta collegare il dispositivo al proprio smartphone (che sia iOS o Android), selezionare la traccia musicale desiderata ed inserire il piccolo amplificatore all’interno del corpo come fosse un normale tampone.

Il risultato?

La musica prescelta sarà diffusa in stereofonia all’interno del pancione per un divertente ascolto in “tandem”!

Ma il piacere di ascoltare una bella melodia insieme al nascituro non è l’unico punto di forza del prodotto: secondo gli esperti, infatti, una stimolazione così consistente dell’orecchio del feto, potrebbe facilitare l’apprendimento del linguaggio e favorire le sue capacità vocali.

Indicato a partire dai 4 mesi in su, questo gioiellino tecnologico promette di dividere letteralmente a metà il pubblico dei consumatori. C’è già chi lo considera uno strumento prezioso per aumentare il legame tra mamma e bambino ed allenare l’orecchio del piccolo sin dalle prime settimane di gestazione e c’è chi, al contrario, punta il dito contro l’eccessiva invasività del prodotto, schierandosi verso una maggior tutela dell’embrione dal caos esterno.

E voi, da che parte state?

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Categorie dell'articolo:
Mamme e tecnologia

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