A nanna con l’orsacchiotto: un rituale importante per il piccolo

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I piccoli e la nanna, un binomio che nei primi mesi di vita può diventare esplosivo. Sì, perché fino ad almeno 3-4 mesi dalla nascita i ritmi sonno-veglia dei bebé sono frammentari e piuttosto precari, il che toglie inevitabilmente il sonno anche al resto della famiglia.

Per avvicinare il piccolo alla dolce nanna, allora, i rituali sono tanti, fra questi il più classico e probabilmente uno dei più efficaci è quello di abbracciare un orsacchiotto. Inseparabili compagni di nanna, che ruolo hanno davvero i peluche e perché tanti bambini si addormentano più facilmente se ne hanno accanto uno?

Gli “oggetti transizionali”

La spiegazione attiene alla sfera psicologica del piccolo e al suo bisogno di avere intorno figure (e anche oggetti) di riferimento: così di notte, quando arriva il buio e mamma e papà sono lontani, nel loro letto, la vicinanza dell’orsacchiotto rassicura il bambino, facendolo sentire in un ambiente familiare. Gli psicologi parlano a questo proposito di “oggetti transazionali”, cui il piccolo (soprattutto intorno ai 4-5 mesi) si affeziona perché gli servono da supporto per affrontare la paura dell’abbandono.

Chiaro, dunque, che il bambino tenga con sé il peluche soprattutto in momenti che vive come stressanti o potenzialmente generatori di paura e ansia. A un occhio adulto la nanna con l’orsacchiotto potrebbe apparire come un semplice capriccio, ma per il piccolo si tratta di un rituale importante, che lo aiuta a esorcizzare la paura e a ritrovare la serenità.

Inoltre, legarsi a un orsacchiotto è paradossalmente la prima forma di indipendenza che sperimenta il bambino: il peluche diventa un surrogato dei genitori e abitua il piccolo a essere in qualche modo autonomo dalle figure genitoriali.

E allora mamme, quando il vostro piccolo vi chiederà di dormire con il suo orsacchiotto, non storcete il naso, anzi: custodite con cura il suo amico di stoffa e fate in modo che vostro figlio lo abbia sempre a disposizione quando ne sente il bisogno.

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