
Sognate, madri
La prima volta che sono rimasta incinta scavavo il salotto, avanti e indietro, dalla paura. Mio marito e io: lo sapevamo solo noi. Poi viene la domenica, c’è mia nonna dai miei, dobbiamo andarci, ci andiamo. Lo diciamo? Sì, no.…

La prima volta che sono rimasta incinta scavavo il salotto, avanti e indietro, dalla paura. Mio marito e io: lo sapevamo solo noi. Poi viene la domenica, c’è mia nonna dai miei, dobbiamo andarci, ci andiamo. Lo diciamo? Sì, no.…

Cercavo altro. Ho aperto quel cassetto del tavolo della cucina sempre nascosto dalla tovaglia cerata, e c’era un fascicoletto di fogli pinzettati insieme. Alcuni erano incollati in serie con lo scotch, aprendoli facevano mezzo metro. Mezzo metro di lotte. Era…

Non è stato così facile. Ci volevano anche sei, sette ore per calmarla o addormentarla. I sonni erano brevi, dopo lunghe fatiche. Ai fratelli che chiedevano qualcosa, pazienti, rispondevo “adesso non posso”, e quella frase mi pizzicava come una maglia…

“Eh… poi si dimentica”: quante volte ve l’hanno detto? Tre “ovvietà” che senza un pretesto non avrei mai ricordato: 1. Come sono piccoli i neonati. Quando Sarah stava per nascere, suo fratello aveva quasi due anni. Avevo scelto un ospedale…

Io non lo so, a che età puoi cominciare a dirlo, o almeno a provarci: “Scusa amore, mamma oggi è un po’ nervosa.” Magari meglio dire che sei stanca. Magari nessuna delle due cose. Oppure tutte e due: un figlio…

Ho fatto un meme. Ho scritto: “Le notti sono lunghe… eppure gli anni scappano.” Da qualche parte, il tempo così lento ha le mani bucate, e quel piccolo riccio morbido che mi stava tutto tra il gomito e il palmo…

Essere mamma non è solo faticoso e fonte, a volte, di preoccupazioni: è anche terribilmente divertente. Ecco una serie di insopprimibili realtà infantili che spesso allarmano le madri, soprattutto alle prime esperienze, nel dubbio che qualcosa non vada. Non correte…

In nove anni di maternità e tre figli, una delle domande che mi sono sentita rivolgere più di frequente è stata: “Non va al nido?” No. Non ci va. Allora vanno alla casella numero due: “Ah no? E come mai?”…

Nelle fasi freudiane non è citata quella più ricorrente e lunga nello sviluppo dei pargoli: la fase “Colla a Caldo”. Sarà che se ti stanno appresso imparano più cose. Sarà che sei il loro mondo. Sarà che la solitudine fa…