Stop al bonus baby sitter e asili nido

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Una circolare dell’Inps, che fa riferimento alla Legge di Bilancio 2019, ha sentenziato la fine dei fondi destinati alle neo mamme per il pagamento dell’asilo nido o delle baby-sitter per i nuovi nati.

Stop al bonus: le neo mamme perdono 3.600 euro all’anno

L’iniziativa introdotta nel 2013 da Governo Renzi si proponeva come incentivo per le nuove mamme a rientrare a lavoro dopo il congedo di maternità obbligatorio.

Infatti, per coloro che decidevano di rinunciare al congedo facoltativo, durante il quale le mamme lavoratrici avrebbero percepito il 30% dello stipendio netto dovuto, era previsto un bonus pari a 3.600 euro annui (600 euro per sei mesi) da utilizzare per il pagamento dell’asilo nido del neonato o della baby-sitter.

Quando il bonus è stato introdotto aveva una valenza sperimentale, lo scopo infatti era quello di constatare se con questa forma di incentivo le mamme lavoratrici rientrassero prima in ufficio rispetto a quanto accaduto fino a quel momento.

Un duro colpo per le mamme lavoratrici

La nuova Legge di Bilancio (2019), approvata dall’attuale Governo giallo-verde, ha eliminato (dal 1 gennaio 2019) una forma di sostegno economico che ha rappresentato negli ultimi anni un contributo per le donne lavoratrici e che ha provato a contrastare il sempre più frequente fenomeno delle dimissioni delle neo mamme successivamente alla nascita di un figlio.

Il problema dell’occupazione femminile è fortemente ostacolato dal duplice ruolo che spesso la donna ricopre, ossia quello di lavoratrice e di mamma. Si tratta di due mansioni che in molti casi risultano essere incompatibili e costringono la donna a rinunciare alla propria indipendenza economica e alla realizzazione personale/professionale.

Il bonus per gli asili nido e per le baby-sitter aveva come obbiettivo quello di offrire una soluzione economica a molte donne lavoratrici, ma con la sua eliminazione probabilmente si è fatti un passo indietro verso la tanto nominata parità di genere.

Nel 2017 sono state oltre 30 mila le neo madri che hanno lasciato la loro occupazione dopo aver dato alla luce un figlio. Nella maggior parte dei casi è stata un scelta dettata dall’incompatibilità tra il lavoro e il ruolo genitoriale.

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