L’apprensione e l’allerta per la salute dei propri figli, è massima specialmente nei primi due anni di vita dei bambini, quando i genitori, secondo studi effettuati, colgono nei piccoli l’impossibilità di spiegare a parole ed in maniera chiara i propri sintomi, valutando quindi più rischioso qualsiasi problematica di salute, anche alcune irrilevanti o trascurabili.

E’ il caso del raffreddore che colpisce i bambini nei primi due anni di vita: la curiosità infatti è che, diversamente da ciò che molti pensano, la miglior cura da effettuare è non fare assolutamente nulla, specialmente non somministrare farmaci, come rivelano sono i medici della Food and drug administration (Fda), l’ente Usa che regola farmaci e cibi.
I bambini, proprio per l’età pediatrica in cui sono, non hanno ancora sviluppato sufficienti forme antibiotiche e hanno le difese immunitarie più vulnerabili rispetto ad un adulto, quindi si ammalano più facilmente.

Se consideriamo che il decorso del raffreddore è di circa 5-7 giorni, non c’è altro da fare che attendere che vadano via febbre e sintomi come tosse, mal di gola, voce bassa; per aiutarne il decorso si deve soltanto idratare molto il corpo del bimbo, fare delle inalazioni con soluzione fisiologica e fare lavaggi nasali con acqua salata o soluzione salina, nei neonati usando una siringa, chiamando il proprio pediatra qual’ora si presenti la febbre.

Francesca M.
Francesca M.

Una laurea in Lettere moderne, un master in editoria, tanti libri sul comodino e il pc (o un foglio) sempre pronto per scrivere. Da qualche tempo mi sono avvicinata alla filosofia green, ora leggo le etichette al supermercato e, soprattutto, cerco nei cassetti e in soffitta oggetti da recuperare in chiave creativa. Spesso mi trovate in biblioteca: organizzo laboratori di scrittura, letture animate e attività creative di riciclo con i bambini.

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