Per San Valentino ricordatevi di voi

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Quando ero una ragazzina, non piacevo a nessuno. Ero una sfigata coi capelli sempre a posto, il calzettone di filato e il mocassino. Chi è della mia generazione sa. Avevo un viso carino, che negli anni mi sarebbe valso, insieme alla statura, a enorme riscatto aggrappato a minigonne brevissime. Ma allora, tra i banchi di scuola, ero ancora una scolaretta invisibile.

Così si diceva: “San Valentino, la festa di ogni cretino. Tu pensi di essere amata, e invece rimani fregata”. Forse molte di voi ricordano questa filastrocca.

Quand’anche avevo un fidanzato, il 14 febbraio non ha mai significato molto.

Perché le feste obbligate mi pizzicano come quei golf duri. Perché – lo dico sempre – ognuna ha le sue feste. Quindi non aspettatevi che adesso vi dica le due cose più ovvie che credete di leggere: “Da quando c’è mio figlio, ogni giorno è San Valentino”, oppure “uscite coi mariti, per una sera tornate coppia. È indispensabile”.

Nessun San Valentino vale quanto il giorno in cui è nato il vostro bambino, il vostro piccolo vi tempesta di cuori nei disegni, e di progressi che vi lasciano appese allo stipite come un festone.

Ditemi che non è già festa quella. E la volta beata che decidete di uscire a cena con l’uomo che di solito vedete solo con un biberon o un pupazzo in mano, o pulire la cucina (e già va bene), state certe che il bambino avrà la febbre e voi i sensi di colpa.

Ricordatevi di voi stesse, invece. Che non vuol dire spintonare. Non vuol dire togliere. Vuol dire “ricordare”.

Ve la ricordate ancora quella ragazzetta in bici fuori dal liceo? Quella che si legava i capelli con una Bic e poi faceva battaglia navale disfandoli, nelle ore di supplenza, quando mancava italiano?

E quella che stringe i pugni dietro al primo sorriso pudico, al motorino che se ne va giù per il viale e pare un missile, un razzo per la vita eterna?

Il mio dolce preferito era la torta di mele. Mia mamma non è mai stata una da coccole, però la torta di mele me la faccio fare ancora.

Una cosa che mi piaceva era correre, e anche cantare. Ogni tanto quando incrocio una canzone che mi si attacca al cuore io me la studio, prendo il testo e me la imparo. I miei figli mi guardano: capita che le due donnine la imparino con me, perché sbirciano o perché mi sentono. Lo trovo meraviglioso.

Che cos’è, che avete smesso, e perché avete pensato che non fosse più importante?

Accanto a un parrucchiere, a una serata con le amiche. Accanto ai mille baci diversi che volano in casa e a quel figlio che vi ha trasformate per sempre: San Valentino è la festa di chi si ama. Io per San Valentino ho deciso di mettere su due chili. Ma volersi bene è una conquista che non si esaurisce mai, nemmeno quando sei mamma.

I nostri figli hanno bisogno di madri ma hanno bisogno anche di quella ragazza con la Bic.

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