Maschio o Femmina? Quanto è importante saperlo prima

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Non tutti lo vogliono sapere ma la maggior parte dei genitori attende con ansia di conoscere il sesso del nascituro. Maschio o femmina, in fondo, cosa cambia? Pare che questa non sia una domanda tanto scontata.

Sarà maschio o femmina? 

Prima dell’ecografia, conoscere il sesso del bebè era praticamente impossibile e ai futuri genitori non restava che godersi la sorpresa finale. Poi le cose sono cambiate, la scienza è andata avanti e si è scoperto che, dopo 4-5 mesi, posizione fetale permettendo, era possibile sapere il sesso del nascituro già nel grembo materno. Da allora, chi aspetta l’arrivo del proprio bambino vive con trepidazione il momento della sospirata ecografia per saperne finalmente l’identità. Il mondo scientifico, tuttavia, si divide su diversi fronti e qualcuno sostiene addirittura che conoscere il sesso del bambino in anticipo sia d’intralcio alla gravidanza. Vediamo, dunque, cosa ne pensano gli specialisti.

Maschio o femmina: il parere degli esperti

Secondo Monique Bydlowski, psicanalista e neuropsichiatra, conoscere il sesso del nascituro può essere molto utile, soprattutto al papà. Per l’uomo, infatti, la gravidanza non si concretizza fino al momento in cui non ha la consapevolezza che quella creaturina nel grembo della compagna ha una precisa identità sessuale.
Non è della stessa opinione Roger Bessis, uno dei pionieri dell’ecografia in Francia. Il dottore spiega che lui preferisce svelare il sesso del bimbo solo a fine ecografia e solo se gli viene richiesto perché “Le pazienti si distraggono, cominciano a inviare sms ai familiari e agli amici, e si disinteressano dell’essenziale: la salute del feto. E, se per caso c’è un problema, non se ne accorgono”.
A metà strada, invece, si trova la posizione di Sylvain Missonier, docente di psicologia clinica prenatale all’università di Parigi e psicanalista. Secondo Missonier, infatti, non c’è nulla di male nel voler conoscere il sesso del bebè, a patto che “i genitori si preparino con una certa flessibilità alla nascita alla notizia“.

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