Mamme lavoratrici. Esonero contributivo del 50%: ecco come funziona

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La legge di bilancio 2022 ha introdotto, per le mamme lavoratrici, delle piccole agevolazioni ma solo per l’anno fiscale in corso.

Si tratta di uno sgravio dei contributi previdenziali delle dipendenti del settore privato nel caso in cui queste ritornino al lavoro dopo il congedo obbligatorio di maternità.

Dal punto di vista giuridico si tratta di un abbattimento dei contribuiti trattenuti alle lavorativi, per questo motivo l’esonero contributivo contribuirà a rendere più elevato l’importo in busta paga.

A differenza di altri bonus o aiuti fiscali concessi dallo Stato, questa manovra non è stata oggetto di un’approvazione della Commissione europea e lo sgravio fiscale è già in vigore per via della Circolare 102/2022 dell’Istituto Nazionale Previdenza Sociale (INPS).

Chi può beneficiare dell’esonero contributivo maternità

L’esonero riguarda tutte le lavoratrici donne, purché dipendenti di un datore di lavoro privato, ma non le dipendenti della Pubblica Amministrazione e degli imprenditori agricoli.

Il requisito fondamentale, dunque, è quello di possedere un contratto di qualsiasi tipo, anche intermittente, domestico o subordinato in cooperativa. In ogni caso, comunque l’esonero contributivo alla lavoratrice madre spetta solo nel momento in cui questa torna dal congedo obbligatorio di maternità.

Quanto vale e quanto dura l’esonero contributivo lavoratrici madri

Secondo l’articolo 1 della manovra, al comma 137, l’importo esonerato dal contributo per le lavoratrici madri è pari al 50% di tutta la contribuzione: questo aspetto, di fatto, ha importanti riflessi nei termini dell’aumento del compenso mensile.

La durata massima dell’agevolazioone contributiva è pari a 12 mesi dal momento in cui la mamma è rientrata sul luogo di lavoro.

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Fra le condizioni per poter richiedere l’esonero contributivo c’è l’obbligo che il rientro al lavoro avvenga entro il 31 dicembre 2022, mentre lo sgravio fiscale deve essere richiesto dalla lavoratrice direttamente al datore di lavoro, il quale opererà all’interno del cassetto previdenziale della pagina INPS.

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