Indennità di maternità: come funziona per lavoratrici agricole

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Se sei una lavoratrice agricola, è facile ottenere l’assegno di maternità: ecco tutte le informazioni.

Mamme lavoratrici agricole

Il contratto da bracciante agricola offre una buona tutela per le donne lavoratrici: per godere di un’indennità che possa coprire tutti i mesi della gravidanza (dal momento di presentazione della domanda fino al 7° mese dopo il parto) è sufficiente aver versato almeno 51 giornate lavorative l’anno precedente dall’inizio della gestazione. Come si legge dall’art. 63 T.U., infatti, l’assegno di maternità è rivolto “alle lavoratrici agricole a tempo indeterminato ed alle lavoratrici agricole tempo determinato che nell’anno di inizio del congedo siano in possesso della qualità di bracciante comprovata dall’iscrizione negli elenchi nominativi annuali per almeno 51 giornate di lavoro agricolo” Pertanto, se sei in dolce attesa e il tuo lavoro è nell’agricoltura, ecco qualche suggerimento utile per destreggiarti senza troppe difficoltà nel labirinto della burocrazia.

Come ottenere l’indennità

Innanzitutto, se lavori in un’azienda agricola e le tue mansioni sono considerate incompatibili con la gravidanza (esposizione a temperature sfavorevoli, movimentazione carichi superiori a 5 kg, etc.), non puoi e non devi continuare a lavorare. Quindi, dovrai compilare la “domanda per l’allontanamento della lavoratrice dipendente addetta a lavori vietati”, attraverso la quale è possibile richiedere una proroga del congedo fino a 4 mesi dal termine della maternità obbligatoria (ovvero, fino al compimento del 7° mese del bambino).

Dopo alcuni giorni dalla presentazione, la direzione provinciale t’informerà tramite lettera che la tua domanda è stata accettata. A questo punto, dovrai recarti alla sede INPS di pertinenza, dove ti rilasceranno un modulo da consegnare al tuo datore di lavoro, che dovrà inserirvi alcuni dati riguardanti la tua busta paga e, nello specifico, la paga lorda giornaliera di ogni giorno in cui hai lavorato durante l’ultimo mese (o di quello precedente, nel caso tu abbia smesso di lavorare prima della fine del mese). L’indennità che ti sarà corrisposta si baserà proprio su questi dati e sarà pari all’80% della mensilità trascritta in questo certificato.

Cosa accade dopo il parto?

Dopo il parto, potrai fare una successiva domanda d’integrazione: stavolta da presentare alla CIMAAV (Cassa per l’Integrazione-Malattie ed Assistenze Agricole varie) sia per via diretta che attraverso il CAF.

 

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