In questo Natale, in cui dovremo ringraziare i nostri figli

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Ed eccoci a dicembre, ad un passo dal Natale. Quel periodo magico che sembra disegnato appositamente per i bambini. Casette ed omini di pan di zenzero. Lucine, addobbi ed abeti. Vetrine come location per le favole e l’immancabile minaccia di Babbo Natale.

Guarda che lui ti vede, sa tutto, se non ti comporti bene, non ti porta più i regali. Babbo Natale come un difensore dei genitori: da e toglie a seconda di quanto ci fanno stancare!

Ed eccoci a dicembre, ad un passo dal Natale. Un periodo diverso dal solito, quest’anno. Inutile negarlo, di qualsiasi colore voi siate.

Ci saranno liste di regali più snelle, per molti. Tanti, troppi hanno perso il proprio lavoro e Babbo Natale potrebbe dover lasciare qualcosa sulla slitta, ripromettendosi, se le cose andranno meglio, di portarla fuori stagione.

Ci saranno meno telefonate, meno biglietti, meno saluti, per molti. In questo anno poco felice, tanti, troppi hanno perso una persona cara. La loro memoria brucerà particolarmente, pensando a quello che si sarebbe potuto fare o a quell’addio che non siamo riusciti a dare.

Ci saranno meno tavolate, meno commensali. In tanti, in troppi siamo separati da comuni, città, regioni, dalle persone che ci sono più care e, anche il guardarsi negli occhi, prima di andare a mangiare ciascuno nella propria casa, ci sarà negato. Ma, se così deve essere, così sarà.

Io, in questo dicembre che ormai è un passo dal Natale, più di ogni altra volta, più di ogni altro Natale, ringrazio di essere una madre.

Sono grata di avere due bambine. Ringrazio di poter vivere il loro sguardo, quel loro entusiasmo che supera tutto, che brilla più delle lucine, che si esalta per ogni decorazione.

Ringrazio di essere costretta a cucinare e sfornare omini al sapore di zenzero e cannella, stelle cadenti e angioletti. Ringrazio di essere costretta ad addobbare, decorare casa, come fosse la hall di un albergo. Ringrazio di essere costretta ad indossare maglioncini e pigiamini tutti uguali, vagamente imbarazzanti, con renne, babbi natale e palline colorate come in una commedia americana.

Ringrazio loro per costringermi a pensare solo al bello, al dono, alla festa nel senso più ampio e più puro e più spirituale.

Ringrazio loro che mi fanno apprezzare tutto quello che ho, vicino e lontano.

A farmi sorridere, con gli occhi, con le labbra, con il cuore, perché lo devo a loro, affinché, nonostante tutto, si ricordino dell’importanza di andare avanti, con speranza, fede e tenacia.

Che ciò che ci succede di brutto, non può fermare le cose belle ma semmai farcene capire il valore.

Io, in questo dicembre che ormai è un passo dal Natale, più di ogni altra volta, più di ogni altro Natale, ringrazio di essere una madre. Sono grata per quello che ho e per quello che ho avuto, e non voglio dimenticarmene mai.


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http://statodigraziaachi.com/

L’autrice in parole telegrafiche: Donna, stop. Annata 1977, stop. Razza Caucasica, come direbbero in un poliziesco americano, stop. Status pro-tempore Pugliese prestata alla Regione Lombardia, stop.

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