Imprenditore vicentino istituisce un bonus bebè per sostenere i figli dei suoi dipendenti

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L’imprenditore vicentino Vinicio Bulla ha creato un bonus bebè per i figli dei suoi dipendenti. L’obiettivo è gratificare il lavoro degli operai e incentivare la natalità nel piccolo paese di Caltrano.

Una vita intera dedicata al lavoro e al benessere dei suoi operai

L’ottantenne Vinicio Bulla è a capo della Rivit Spa, azienda internazionale che produce ed esporta acciai in tutto il mondo. La sede della prestigiosa impresa si trova a Caltrano, paesino di appena 2500 abitanti ai piedi del monte Asiago, e ha sempre potuto contare su un team di 150 lavoratori, efficiente e collaborativo. Grazie anche a questo sereno clima di cooperazione, Bulla è riuscito a non mandare mai i propri dipendenti in cassa integrazione e a non vendere la sua azienda ai colossi dell’industria straniera.

L’imprenditore auspica un futuro migliore per il Paese e soprattutto spera che Caltrano possa rifiorire con un consistente aumento delle nascite. Per tali motivi ha deciso di istituire di tasca propria un bonus bebè per gli operai che hanno bambini in età scolare e per quelli che vogliono mettere su famiglia.

Il bonus bebè creato da Bulla copre le spese dell’asilo nido e della scuola materna

Il fondo per i figli dei propri dipendenti è stato realizzato in collaborazione con Confindustria Vicenza ed è valido dal primo settembre 2018 al 31 agosto 2025.

In termini economici il bonus consiste in 250 euro netti al mese per le spese della scuola materna (comprese tasse di iscrizione e mensa) e 550 euro netti al mese per i costi dell’asilo nido. La piccola Elena, nata il 23 dicembre scorso, sta già usufruendo dei risparmi del generoso imprenditore e la famiglia ha ricevuto anche un incentivo di 2000 euro per la nascita del secondo figlio.

Tanta magnanimità è stata fortemente apprezzata anche da Elena Donazzan, assessore al lavoro della regione Veneto, che ha inviato a Bulla una sentita lettera di ringraziamento. L’imprenditore però con umiltà e lungimiranza afferma di non voler morire con i soldi in banca e di essere felice di donare i suoi risparmi alle generazioni future che saranno la forza lavoro di domani. A commento del suo lodevole progetto, il manager ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Certo, non sarò io a risolvere il problema nazionale del calo delle natalità ma voglio dare un segno, sperando che anche altri imprenditori possano replicare l’iniziativa“.

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