Grosseto: maestre violente inchiodate dalle telecamere -VIDEO-

Educare e crescere i bambini non è un lavoro semplice, anzi sarebbe più corretto non definirlo un lavoro bensì una missione: pazienza, calma e autocontrollo sono solo alcune delle essenziali caratteristiche che chiunque intraprenda la carriera di maestra dovrebbe osservare.

Purtroppo, i casi che la cronaca nazionale ci riporta ci dimostra che non sempre è così. L’ultimo episodio è stato registrato a Grosseto dove sei maestre sono state colte in flagranza dalle telecamere – piazzate di nascosto dalle forze dell’ordine – a perpetrare abusi e maltrattamenti su minori.

Per tre di loro sono scattati gli arresti domiciliari, mentre per altre tre la situazione è meno pesante, ma comunque ci sono gli estremi per configurare dei reati. Secondo quanto si apprende dalle immagini delle telecamere, l’intero personale della scuola era solito a maltrattare sia fisicamente che psicologicamente i bambini (età fra gli 1 e i 2 anni) ospitati nella struttura, isolandoli in stanze buie in caso di pianti o letteralmente ficcando il cibo il gola in caso di inappetenza. Non mancavano offese, fra cui “brutta”, e buffetti e strattoni.

Un quadro, in definitiva, piuttosto desolante e drammatico, che solo grazie alle telecamere è stato possibile portare alla luce. Le famiglie dei bambini, infatti, non si erano accorte di nulla e nessuno aveva ancora avanzato lamentele e tanto meno promosso azioni legali.

La cosa ci porta sicuramente a riflettere sull’importanza delle telecamere come strumenti di controllo a distanza sul comportamento di chi si deve prendere cura dei nostri figli in nostra assenza: il principio rimane quello per cui chi non ha nulla da nascondere non si dovrebbe sentire minacciata da un controllo continuo. E chi ha un comportamento più vulnerabile si sentirebbe in dovere di controllare meglio l’atteggiamento nei confronti dei bambini. O magari ad abbandonare un lavoro per cui pensava di essere tagliata, ma che invece si è rivelato ben al di sopra delle proprie possibilità….

Valentina
Valentina

Laureata in Giurisprudenza, nutro uno spiccato interesse verso il mondo che ci circonda. Non ricordo cosa mi ha fatto sollevare il velo di Maya (la maternità, la maturità o il caso?) e scoprire l’importanza del mondo bio: ne è nata una passione, che da allora non si è più sopita e si è tradotta in attenzione alla qualità, provenienza e genuinità di tutto quanto passa sulla mia strada. Mamma, idealista ed ecologista, queste forse le tre parole che meglio mi descrivono.

18 commenti

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  1. Ma ancora che fate sti sondaggi cretini?? È ovvio!! X ogni istituzione pubblica ci vogliono le telecamere! Ti faccio vedere cm tt al mattino si alzano e vanno a timbrare il cartellino e restano a lavoro e cm operatori sanitari,infermieri insegnanti fanno x bn il loro mestiere!

  2. Se sanno che non riescono fare il loro lavoro come si deve senza sfogare la loro rabbia sui più piccoli o disabili, perché non cambiano il lavoro??? Io quando vedo come menano i bambini giro il canale!