Asilo, ginocchiate contro un piccolo disabile

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Ginocchiate contro bimbo disabile all'asilo

Le immagini sono agghiaccianti e lasciano senza parole. Sono quelle registrate in un video catturato dalle telecamere di sorveglianza dell’istituto per l’infanzia Tift County Pre-K Center, in Georgia.

Un bambino, che solo a posteriori scopriremo essere disabile, sosta pensieroso sulla porta dell’aula. Sulle spalle ha il suo zainetto, lo sguardo è basso, probabilmente assorto nelle proprie riflessioni.

Da dietro vediamo spuntare una maestra piuttosto attempata, che solo in seguito verrà identificata come Amelia Stripling, di anni 71 di cui 22 trascorsi ad assistere i bambini dell’asilo. Una maestra che tutti diranno essere addirittura esemplare e sempre attenta ai bisogni dei bambini affidati alle sue cure.

Eppure, tra i racconti ottimisti della gente e la quotidianità della vita che sta scorrendo in quelle immagini, succede qualcosa che frantuma gli equilibri della normalità.

La maestra Amelia, giunta con passo deciso alle spalle del piccolo, non si china e gli chiede gentilmente di farla passare, ma, al contrario alza il ginocchio e con una forza ed una cattiveria devastante lo scaraventa, con tutto il suo peso, sulla schiena del bambino che, colto di sorpresa dall’irruenza del gesto, cade bruscamente in avanti.

Perché, ci chiediamo? Perché sfogare la propria rabbia, la propria frustrazione, i propri malesseri contro delle creature così fragili ed innocenti?

Le immagini catturate nel video hanno fatto in brevissimo tempo il giro del web e hanno destato scandalo e sollevato polemiche comprensibili. Con la conseguenza che la maestra – ma possiamo davvero definirla così? – Amelia Stripling è stata licenziata in tronco.

E il piccolo? La madre del bambino rassicura – per quanto possibile – i tanti che si sono attivati di fronte all’accaduto: il bambino sta bene, non ha riportato danni fisici. È però, estremamente provato psicologicamente, rispetto a quanto accaduto. Insomma, le cicatrici del folle gesto dell’insegnante non si troveranno sulla sua pelle, ma molto più in profondità, ovvero nella sua anima.

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