Ginecologa condannata per lesioni personali al neonato

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violenza ostetrica e lesioni personali al neonato

La Corte dei Conti ha condannato una ginecologa milanese a risarcire l’ospedale in cui lavorava, il Buzzi di Milano, dopo un triste episodio che nel 2007 ha visto coinvolta la donna, accusata di gravi lesioni personali a danno di un neonato.

Le manovre sbagliate al momento del parto

Da quanto emerso in sede di giudizio, la dottoressa avrebbe compiuto delle manovre sbagliate al momento della nascita del piccolo, talmente imprecise da procurargli dei serissimi danni permanenti. I giudici hanno stabilito che la dottoressa non ha saputo interpretare in fase di travaglio le alterazioni del tracciato cardiotocografico. Ciò ha portato alla decisione di non ricorrere al taglio cesareo, all’uso inopportuno della ventosa ostetrica e a manovre scorrette per liberare la spalla distocica del bebè. Venuto al mondo, il piccolino ha sofferto di coagulopatia, asfissia grave e insufficienze renale, epatica e respiratoria che gli hanno provocato la lesione del plesso brachiale con la perdita di funzionalità della mano sinistra.

Il risarcimento per lesioni personali al neonato

In seguito a questo evento, al neonato e ai suoi familiari è stato riconosciuto un risarcimento di 814.182 euro. Ma non è tutto. La ginecologa infatti dovrà pagare all’ospedale milanese la cifra di 400.000 euro a titolo di “danno patrimoniale indiretto”.

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