Disturbi specifici dell’apprendimento: quali sono e come riconoscerli

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Veder crescere il bambino è quanto di più bello possa esistere per un genitore. Tuttavia, se la crescita è caratterizzata da disturbi definiti ‘dell’apprendimento’, la strada per tutta la famiglia potrebbe essere in salita.

I disturbi dell’apprendimento più frequenti nei bambini

I disturbi dell’apprendimento, in acronimo DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento), affliggono circa un 1 bambino ogni 30. Naturalmente, e per fortuna, non si tratta di disturbi che si presentano tutti insieme.
Tuttavia, anche solo uno di questi disturbi è in grado di compromettere la vita scolastica del bambino.
I DSA possono essere di 4 tipologie:

  • dislessia: cioè difficoltà a leggere con frequente scambio nella posizione delle lettere che compongono le parole
  • disortografia: quando si scrivono male le parole anche se non si hanno deficit neurologici o intellettivi
  • discalculia: difficoltà a fare i calcoli
  • disgrafia: quando il bambino scrive male le lettere e non rispetta la corretta dimensione delle stesse.

Le cause dei DSA e come riconoscerli

Non esiste una causa scientificamente riconosciuta per i DSA.
Secondo la letteratura più recente, si parla di fattori di tipo cognitivo e neurobiologico.
Del resto i DSA non sono classificati come malattie ma come disturbi, e quindi non esiste al momento una terapia farmacologica mirata.
L’aspetto interessante però è che attraverso sedute specialistiche con logopedisti o neuropsicologi, i bambini acquisiscono brevemente, grazie alla plasticità del loro sistema nervoso, le competenze adeguate alla loro età.

I genitori, che sono sempre presenti nella vita dei loro figli, possono cogliere dei segnali da interpretare come campanelli d’allarme, per poter affrontare ogni tipo di disturbo per tempo e risolverlo nel migliore dei modi.
Già dai primi momenti in cui il bambino comincia a leggere e scrivere, manifesta eventuali difficoltà.
Se ad esempio il bimbo legge molto piano rispetto agli altri bambini della sua età e inverte le lettere o ancora le salta, o chiede spesso quale sia il significato di una parola, si può ragionevolmente sospettare un disturbo che rientri nel campo della dislessia.
Per sospettare un disturbo di tipo disortografico, ci si deve concentrare sul modo in cui un bimbo trasforma il suono scritto in scrittura. Se alla richiesta di scrivere la lettera ‘P’, il bimbo scrive ripetutamente la lettera ‘B’, o viceversa, dovrebbe suonare il campanello d’allarme.

Per quanto riguarda la discalculia, si tratta di un disturbo più complesso da riconoscere. Tipici errori in questo senso sono la difficoltà di contare a mente il resto in un negozio, o di imparare le tabelline a memoria. Un buon indizio è la trasversalità: se il bimbo ha difficoltà con i numeri anche in discipline come la storia, si dovrebbe indagare.
Infine, la disgrafia può manifestarsi come una difficoltà legata alla motricità impiegata per scrivere. Il bimbo può scrivere piano e male, con una calligrafia illeggibile.

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