Bimbo autistico rifiutato dai genitori: gara di solidarietà per aiutarlo

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È arrivata agli onori della cronaca la triste vicenda del bambino di 7 anni di Trento che, affetto dal disturbo dello spettro autistico, è stato ripudiato dai suoi genitori.

La notizia ha fatto molto riflettere sul sostegno offerto dallo Stato alle famiglie che devono affrontare tutti i problemi e le difficoltà che comporta crescere un figlio con disturbi del comportamento.

Tuttavia, in questo momento, la priorità è il bambino di 7 anni. Per tale motivo è stata indetta una gara di solidarietà dalla Casa Sebastiano di Coredo che non ha potuto accogliere il minore, ma che voluto comunque aiutare il piccolo.

Il fatto di cronaca

Il presidente della struttura, Giovanni Coletti, ha raccontato come hanno accolto la notizia gli operatori e tutto lo staff della Casa Sebastiano e ha spiegato la sensazione di smarrimento che ha investito tutti gli addetti ai lavori.

“Un giorno come un altro squilla il telefono, all’altro capo l’assistente sociale di un’altra regione chiede informazioni. Dobbiamo trovare una sistemazione per un bambino di 7 anni con diagnosi di autismo

Lo stato di confusione iniziale, ben presto, ha lasciato il posto alla voglia di aiutare il bambino rifiutato dalla propria famiglia, per tentare di ridurre al minimo il trauma di un evento tanto doloroso. Da qui l’idea di far conoscere la storia in tutta Italia, nella speranza che una famiglia dal cuore buono possa farsi avanti per accogliere un bambino che, da questo momento, è il figlio di tutti.

“Viene fuori il pensiero emotivo, o sono disgraziati o sono disperati: in ogni caso abbiamo fallito. Le istituzioni hanno fallito, la società ha fallito. È mancato il supporto delle istituzioni, dei servizi, l’aiuto necessario a che un bambino e i suoi genitori possano affrontare la drammaticità di una disabilità dura, a volte durissima: è venuto meno il patto di aiuto ai più deboli. Se una famiglia si arrende le istituzioni hanno fallito”

L’autismo e il supporto alle famiglie

Il presidente Coletti spiega che questa patologia sia una delle più diffuse, secondo i dati nazionali un bambino su 52 nasce con un disturbo riconducibile allo spettro autistico. Si tratta di dati importanti che sottolineano come, la diffusione di questa disabilità, imponga ad uno Stato civile di offrire sostegno alle famiglie che ne hanno bisogno.

Il grido d’aiuto che questa famiglia e tutte le famiglie che affrontano la quotidianità con un figlio autistico lanciano alle istituzioni viene spesso ignorato, lasciando genitori e nonni da soli ad affrontare una disabilità che mette a dura prova anche l’amore più profondo e puro.

Nonostante tutte queste considerazioni, resta il fatto che un bambino di sette anni è stato affidato al Tribunale dei Minori e la famiglia non vuole o non può prendersi cura di lui. E lui? È lì, che senza avere alcuna colpa, aspetta.

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