Bambini prematuri: entra in gioco la realtà virtuale

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Al Gaslini di Genova entra in campo un’importante novità: le mamme avranno la possibilità di poter vedere il percorso di un bambino prematuro attraverso l’utilizzo di particolari visori.

La realtà virtuale che aiuta mamme e bambini al Gaslini di Genova

Importanti novità sono state introdotte al Gaslini di Genova per ciò che riguarda la nascita dei bambini prematuri: alle mamme infatti verrà data la possibilità di conoscere il percorso di una bambino prematuro grazie a dei particolari visori.

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fonte: genova24

La Vice Presidente di Cicognasprint Onlus, Mascha Rossetti, ha infatti spiegato la donazione di tre visori per la realtà virtuale all’ospedale da parte dell’associazione. Lo scopo principale è quello di venire incontro a mamme e bambini che devono affrontare questo difficile percorso. Sono sempre di più ogni anni infatti i bambini che nascono prematuri e che hanno bisogno di cure specifiche. La Rossetti spiega che, dopo aver concluso l’acquisto della seconda incubatrice da donare al reparto di Patologia Neonatale dell’ospedale Gaslini, l’obiettivo questa volta è quello di concentrarsi sulla comunicazione in terapia intensiva.

Realtà virtuale per sostenere bambini prematuri e famiglie

Gli occhialini donati dall’associazione (grazie anche all’aiuto degli sponsor) consentono di entrare in una realtà virtuale che permette di accedere al reparto senza ansia e stress. Molti genitori infatti vivono questo momento in maniera molto apprensiva, soprattutto se si tratta della prima volta.

Con questi particolari visori invece la mamma e il papà possono vedere con i loro occhi quello che accade al bambino all’interno di ogni stanza. Si tratta dunque di un’importante passo avanti nel mondo della medicina che può aiutare tutta la famiglia. Inoltre la realtà virtuale può anche coinvolgere eventuali fratellini che di solito vengono esclusi. I visori inoltre sono delle apparecchiature friendly con un nome ben preciso. Una di queste si chiama 915 grammi e prende il nome dal peso del bambino della famiglia che ha deciso di donare l’apparecchiatura.

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