Bacini a parenti e amici: ecco perché non bisogna obbligare i bambini

Scritto da
info@maternita.it'

Ogni persona manifesta l’affettività in un modo particolare, a seconda delle proprie inclinazioni e del proprio carattere. Questo vale anche per i bambini, che esattamente come gli adulti non devono essere obbligati a concedere fisicità a parenti o amici se non viene loro spontaneo. Gli esperti ammoniscono i genitori: costringere il bambino a dare baci e abbracci può causare problematiche di grande rilievo, sia a livello personale che interpersonale.

Senza contare che in questo momento di diffusione del Covid, sarebbe comunque buona norma ridurre al minimo gli scambi di affetto fisico con persone esterne al nucleo familiare.

Baci e abbracci nei bambini: una realtà variegata

Non è possibile tracciare delle regole universali su come deve essere vissuta ed esternata l’affettività. Si tratta infatti di un campo dove le inclinazioni personali, il vissuto e il carattere di ogni persona ha un ruolo fondamentale, esattamente come la cresciuta e lo sviluppo. Questo vale ancora di più per i bambini, che sono sottoposti a frequenti “stimoli affettivi” da parte dei genitori o dei parenti; stimoli ai quali, talvolta, il bambino può rispondere con un atteggiamento passivo e poco collaborativo. In tal caso, gli esperti suggeriscono di non costringere il figlio a esternare un affetto che, evidentemente, in quel momento non deve essere esternato: questo sia per rispetto nei confronti della libera volontà dell’essere umano e del rispetto del proprio corpo, sia a tutela della crescita fisica e mentale del piccolo.

Baci e abbracci nei bambini: perché non è positivo obbligare

La vita di un bambino è costantemente piena di stimoli affettivi: genitori, nonni e parenti tutti sono spesso presenti anche fisicamente con baci, abbracci e coccole varie. Non sempre, però, questo tipo di atteggiamento è ricambiato dal bambino, che potrebbe invece chiudersi e rifiutarsi di concedere a sua volta fisicità.
Potrebbe trattarsi di una situazione passeggera, che coinvolge anche i genitori, e che deve essere rispetta per varie ragioni: anzitutto, a tutela del diritto del bimbo di dire “no”, nel rispetto delle sue volontà e a beneficio del suo carattere. Un bambino abituato a non poter dire no avrà più possibilità di essere influenzato dagli altri e di sviluppare senso di colpa; inoltre, fa risentire al bimbo il peso di un bacio o un abbraccio non ricambiato potrebbe generare, a lungo andare, la convinzione di doversi comportare secondo i desideri altrui e non secondo il proprio sentire.
Altro aspetto importante che gli esperti sottolineano riguarda il rapporto con gli estranei: negare al bimbo la possibilità di rifiutare un contatto aumenta la possibilità che lo stesso possa non rifiutare le proposte di estranei, anche e soprattutto malintenzionati.

Categorie dell'articolo:
Educazione/psicologia