Assegno di maternità dei Comuni : cosa c’è da sapere

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Anche quest’anno i comuni erogano l’assegno di maternità a sostegno delle madri non lavoratrici. Scopriamo cos’è e come ottenerlo.



Assegno di maternità dei comuni : cos’è e chi ne ha diritto?

L’assegno di maternità dei comuni è una forma di sostegno al reddito che viene offerta alle madri che non hanno un’occupazione. Questo assegno, conosciuto anche come assegno di maternità di base, nonostante venga erogato dall’INPS, è a carico del comune dove si risiede, ed è una misura che non ha niente a che fare con il tradizionale assegno di maternità statale.

Hanno diritto a ricevere l’assegno di maternità dei comuni tutte quelle madri che non svolgono nessuna attività lavorativa, sia che abbiano avuto un figlio sia che lo abbiano ricevuto in affido o in adozione, che abbiano la cittadinanza italiana o che siano cittadine dell’Unione Europea, oppure siano in possesso dello status di rifugiato o del permesso di soggiorno.

L’assegno non è cumulabile con la maternità classica, perché quel tipo di sostegno al reddito è riservato alle madri lavoratrici, ma lo è, invece, con il bonus bebè.

Questi i principali requisiti richiesti per ottenere l’assegno:

  • essere madre di un bambino, anche adottato o in affido che non abbia più di sei anni di età
  • essere senza occupazione
  • avere un ISEE che non superi i 17.416,66 euro 
  • non ricevere altre prestazioni previdenziali o altro assegno maternità INPS

L’importo dell’assegno è di 1.740,60 euro, pari a 5 mensilità da circa 348 euro al mese, che vengono erogati dall’INPS al richiedente in un’unica soluzione una volta che la domanda sia stata accettata.

Come e dove si presenta la domanda?

La domanda per l’assegno di maternità dei comuni va presentata entro sei mesi dalla nascita del bambino, o dalla data di inizio dell’affido o dell’adozione. I moduli si possono reperire sul sito web del proprio comune di residenza o direttamente negli uffici comunali preposti.

Per sapere a quale ufficio va presentata la domanda, è possibile fare una ricerca online oppure informarsi presso il proprio comune. Per la compilazione della richiesta, che deve essere corredata dalla certificazione ISEE, da copia del proprio documento di identità, dei documenti del bambino e dell’eventuale permesso di soggiorno, si può chiedere l’aiuto del CAF, che poi provvederà ad inoltrare la documentazione.

Se il comune riterrà che si abbiano tutti i requisiti, la domanda verrà inoltrata all’INPS, che nel giro di 2 o 4 mesi circa provvederà ad erogare l’importo secondo la modalità di pagamento scelta.

Trovate tutte le info sul sito INPS.

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