Terremoto: sei bambini salvi grazie a tre gattini

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Tutti abbiamo avuto 13 anni. Quell’età magica, in cui girare di notte per il paese in cerca di emozioni ci sembra l’avventura più bella.

Fuori ad accudire i gattini: così sei ragazzini si salvano dal terremoto

Era così anche per un gruppo di ragazzini di Pescara del Tronto, la notte in cui, in Centro Italia, il terremoto ha fatto crollare tutto il loro mondo. I ragazzi della piazzetta, quella piazzetta di cui ora è rimasto ben poco e dove bambini e ragazzi, del posto e villeggianti, si ritrovavano per giocare e passare del tempo assieme.

Erano in otto, quei ragazzini. Avevano trovato tre gattini randagi, e non sapevano bene come accudirli. Erano le tre di notte quando hanno deciso di portarli al parco.

Lorenzo ha tredici anni compiuti, quasi quattordici. Racconta che a un certo punto il mondo intorno a loro si è messo a tremare, gli edifici hanno iniziato a crollare.

Lorenzo racconta di aver udito un forte boato provenire dalla direzione di Accumoli. Lorenzo fa appena in tempo a scansare Rachele, una sua amica, prima che un balcone lì vicino cada e se la porti via, come Arianna e Tommaso, che invece non sono riusciti a scappare.

Davide, invece, infila la testa sotto una macchina, e con il suo corpo copre Lorenzo e altri due. Lorenzo, ora, lo chiamano eroe, perché ha salvato la vita della sua amica, ma lui si schermisce e minimizza l’accaduto, con quella leggerezza tipica degli adolescenti.

Se fossero stati a casa loro gli altri due ragazzini si sarebbero salvati? Chissà! Intanto Lorenzo racconta di aver perso gli zii e la nonna, la notte del terremoto.

Il coraggio dei bambini di andare avanti dopo il terremoto

Con quella forza tipica che hanno i bambini e i ragazzi, quell’incoscienza che li spinge a guardare al futuro con ottimismo, Lorenzo, anche con un dito del piede rotto, pensa già alla partita che si deve tenere il 19 “Il palazzetto di Borgo ha Retto”. La scuola, invece, è venuta giù.

Ma i ragazzi sono ottimisti. Pescara, per loro, è ancora un posto in cui vivere, da ricostruire.

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