Il neonato e la sindrome da distress respiratorio acuto

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sindrome da distress respiratorio acuto nel neonato

La sindrome da distress respiratorio acuto nei neonati (Ards) è una malattia rara, ma quando si verifica ha degli effetti devastanti e nel 30% dei casi porta alla morte. Recentemente è stato elaborato un vademecum diagnostico al quale dovranno attenersi neonatologi e pediatri.

La sindrome da distress respiratorio acuto

La sindrome da distress respiratorio acuto è caratterizzata da un’importante insufficienza respiratoria che può fare crollare a livelli allarmanti l’ossigenazione del sangue. La sindrome fino a non molti anni fa si pensava interessasse solo persone adulte al di sopra dei 50 anni ma, con il tempo, si è compreso che la patologia può colpire tutti indistintamente. La diagnosi in età neonatale è particolarmente difficile da effettuare sia per mancanza di conoscenze chiare sulla biologia ma anche per la scarsa comunicazione e la quasi nulla condivisione dei dati rilevati fra i vari specialisti del settore. Per questo motivo, grazie al progetto Neonatal Ards Project nato nel 2014, sono state raccolte e analizzate esperienze di medici specialisti che operano in diverse parti del mondo.

La nascita del vademecum diagnostico

L’Università Cattolica e la Fondazione Policlinico Gemelli di Roma assieme a ricercatori francesi hanno appena messo a punto delle linee guida dettagliate da fornire ai pediatri per diagnosticare tempestivamente la sindrome da distress respiratorio acuto e per la gestione clinica dei pazienti interessati dalla grave patologia.

Le nuove linee guida sono state pubblicate sulla rivista scientifica The Lancet Respiratory Medicine e alle spalle vantano uno studio durato ben due anni. Gli specialisti si sono ripetutamente incontrati per scrivere punto per punto tutto l’iter da seguire: dalla diagnosi, al decorso clinico fino al follow-up d tutti quei neonati affetti da sindrome da distress respiratorio acuto. A influire sull’insorgenza della patologia nei bambini molto piccoli ci sarebbero delle predisposizioni genetiche ma anche l’inalazione di meconio e infezioni generalizzate.

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Salute del bambino

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