La sindrome da classe economica: ovvero i rischi dei viaggi in aereo

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Sindrome da classe economica gravidanza

Avete mai sentito parlare della cosiddetta Economy Class Syndrome (ovvero Sindrome da classe economica)? Con questa espressione si intende la possibile insorgenza di disturbi di natura circolatoria e polmonare, legati alla posizione seduta prolungata, durante i viaggi lunghi. I principali imputati sono i viaggi aerei frequenti e di lungo raggio (anche se tale sindrome può presentarsi anche su altri mezzi di trasporto come treno, auto o autobus).

I disturbi principali legati alla Sindrome da classe economica sono la trombosi venosa (definita anche trombosi venosa “del viaggiatore”) e l’embolia polmonare. La causa scatenante soprattutto per la trombosi venosa è la posizione sedentaria di immobilità, mentre è stata evidenziata una diretta correlazione tra embolia e distanza del viaggio: sopra i 10.000 km si rischia di più l’embolia polmonare rispetto a viaggi inferiori a 5.000 km.

Naturalmente, esistono fattori di rischio trombotico pre-esistenti al viaggio sia congeniti che acquisiti. Tra i principali, ci sono: vene varicose, obesità, fumo, malattie cardiovascolari, diabete, interventi chirurgici recenti e, non ultimo, la gravidanza. Ecco allora perché alle mamme in dolce attesa di solito sono sconsigliati viaggi lunghi in aereo.

Senza creare allarmismi, nel caso in cui, per lavoro o per piacere, dovete affrontare lunghi spostamenti, e non ci sono particolari problemi pregressi, ecco qualche piccolo accorgimento “buono a sapersi”. Per trovare sollievo e favorire il ritorno del sangue venoso a cuore e polmoni, che nella posizione seduta è rallentato, di tanto in tanto va pizzicata la pianta del piede e vanno stirate le gambe sollevando i talloni, in modo tale che la circolazioni si riattivi naturalmente.

Se avete in previsione un viaggio lungo, inoltre, potete dare un’occhiata a queste raccomandazioni, redatte dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e, naturalmente, chiedere consiglio al vostro medico di fiducia.

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