Il Travaglio di Prova

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Il Travaglio di Prova
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Come saprete l’Italia detiene un record negativo per quanto riguarda il taglio cesareo: siamo infatti uno dei  europei che ne pratica il numero maggiore.

In passato chi partoriva con un cesareo aveva di fronte a sé una scelta obbligata in caso di una nuova gravidanza: quello di subire di nuovo l’intervento, perché si riteneva che non fosse possibile procedere con un parto naturale dopo essersi sottoposte a un taglio cesareo.

Cos’è il travaglio di prova?

Il travaglio di prova è la possibilità che si offre alle donne che hanno avuto un figlio con parto cesareo di tentare un parto vaginale durante la gravidanza successiva.

In cosa si differenzia dal parto naturale classico?

La differenza maggiore rispetto ad un classico parto naturale sta nella più stretta sorveglianza che si pratica sulla madre e sul nascituro, effettuata per mezzo di un monitoraggio cardiotocografico continuo, questo perché il rischio più grosso in cui si può incorrere, anche se è un evento molto raro, è la rottura dell’utero lungo la cicatrice del cesareo.

Quali sono i criteri di ammissione al travaglio di prova?

Ovviamente per tentare un parto naturale dopo un cesareo ci sono criteri molto rigorosi che il vostro ginecologo e l’ospedale dove andrete a partorire seguono scrupolosamente per aumentare le possibilità di successo e diminuire i rischi. Vediamo quali sono:

  • avere fatto il cesareo da più di 18 mesi. Se sono passati meno di 18 mesi non è possibile tentare il parto naturale;
  • le motivazioni per cui è stato eseguito il cesareo;
  • non aver subito più di tre cesarei. Se ci si è sottoposte a tre o più cesarei, infatti, aumenta il rischio di rottura dell’utero;
  • l’andamento della gravidanza in corso. Se procede senza intoppi si può procedere al travaglio di prova;
  • il peso del bambino, se il vostro cucciolo è un torello di 4 kg allora è meglio optare per il cesareo!

 

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Travaglio e parto

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