Tracciato in gravidanza: cosa bisogna sapere

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Il tracciato tocografico si effettua nelle ultime settimane di gravidanza e permette di avere un quadro clinico completo sulla frequenza cardiaca del feto.

Cos’è la cardiotocografia

La cardiotocografia è un esame che si svolge generalmente nel terzo trimestre della gravidanza e diventa di routine alla quarantesima settimana, in caso di superamento della data presunta del parto. La cardiotocografia è un esame non invasivo e molto rapido, che si pratica grazie a due sonde che vengono applicate sulla pancia della futura mamma. Attraverso le rilevazioni di questi strumenti è possibile percepire sia il battito cardiaco del nascituro che la presenza di eventuali contrazioni uterine della madre. Si tratta di un esame del tutto innocuo e indolore sia per la madre che per il piccolo, visto che si svolge esclusivamente tramite sonde esterne e ricorda molto un’ecografia. Il tracciato che si ottiene dai rilevamenti delle sonde somiglia a quello di un elettrocardiogramma.

Quando ricorrere alla cardiotocografia

La cardiotocografia viene svolta verso la fine della gravidanza. Sarà il medico a stabilire se è il caso o meno di svolgere anche questo accertamento, che verrà svolto in modo completamente gratuito come tutti gli esami di routine prescritti durante la gravidanza. L’esame dura circa mezz’ora, a meno che non ci siano problemi nella rilevazione delle sonde, e si svolge mentre la futura mamma può stare comodamente sdraiata o seduta. Leggere un tracciato cardiotocografico non è semplice, per questo in genere se ne occupa un medico specializzato, un ginecologo o un cardiologo. Il referto è composto da una striscia con due linee: la prima riguarda il battito cardiaco del bambino e deve somigliare a quella di un elettrocardiogramma, con alti e bassi regolari che segnano le pulsazioni. Un feto sano ha una frequenza cardiaca compresa in genere fra le 120 e le 160 pulsazioni al minuto. La seconda linea riguarda le contrazioni: se non sono presenti apparirà come una linea completamente piatta.

A cosa serve la cardiotocografia

La cardiotocografia permette di prepararsi al meglio al parto avendo un quadro clinico completo e mettendo in rilievo eventuali problemi o complicazioni, in modo da prepararsi per tempo ad affrontarle. Sarà il medico a stabilire se la cardiotocografia è necessaria. In caso si evidenzino anomalie da tenere monitorate è possibile svolgerne anche diverse, a brevi intervalli di tempo. L’esame è comunque del tutto innocuo sia per il piccolo che per la madre e viene svolto gratuitamente a carico del servizio sanitario. La cardiotocografia si svolge nelle ultime settimane proprio perchè è un esame di preparazione al parto. Serve infatti a verificare che tutto sia a posto e, in caso ci sia qualcosa di anomalo nella futura mamma o nel piccolo, a predisporre gli interventi necessari per contrastare nel modo più efficace qualsiasi tipo di problema.

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