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Dopo la ecografia del primo trimestre, tra gli appuntamenti da organizzare c’è l’ecografia morfologica, il controllo del secondo trimestre dedicato allo studio dell’anatomia del bambino. Sapere quando programmarla aiuta a orientarsi tra settimane di gravidanza e disponibilità del centro. Vediamo in quale periodo viene eseguita, come si svolge e quali informazioni può offrire.
Quando si fa l’ecografia morfologica?
L’ecografia morfologica si programma intorno alla ventesima settimana. In Italia, le indicazioni SIEOG collocano l’esame tra 19 e 21 settimane compiute; la finestra 18–22 settimane è utilizzata anche in altri riferimenti clinici. Concorda la data con il ginecologo o l’ostetrica che segue la gravidanza e con il centro che eseguirà il controllo. Se hai già superato il periodo indicato senza aver effettuato l’esame, contatta il curante per concordare come procedere.
Questo periodo viene scelto perché lo sviluppo e le dimensioni del feto consentono di osservare molte delle principali strutture anatomiche. Eseguire il controllo nel periodo concordato permette anche di organizzare eventuali valutazioni successive, se il medico le ritiene necessarie.
Prenotare ed eseguire l’esame sono due momenti diversi: non serve aspettare la settimana prevista per informarsi sulle disponibilità. Quando concordi i controlli del secondo trimestre, chiedi al curante quale periodo indicare e contatta il centro per conoscere tempi di attesa e modalità di prenotazione.
Se hai già fatto una valutazione anticipata dell’anatomia fetale, talvolta chiamata pre-morfologica, non considerarla un’alternativa alla morfologica del secondo trimestre. Alcune strutture o anomalie non sono ancora osservabili nelle fasi precoci: anche dopo un controllo anticipato regolare, resta importante concordare con il curante l’esame del secondo trimestre.
L’ecografia morfologica è sicura?
L’ecografia utilizza ultrasuoni, non radiazioni ionizzanti come quelle impiegate nelle radiografie. È considerata sicura per la gestante e il bambino quando viene eseguita per finalità mediche da personale qualificato. Se servono altre immagini o controlli, il medico può indicare di ripeterla.
Come si svolge l’esame?
– morfologia macroscopica del cranio e dell’encefalo;– presenza di orbite e cristallini;– verifica dell’assenza di igroma cistico o edema a livello del collo;– accurata valutazione della morfologia cardiaca e polmonare a livello toracico;– valutazione dell’anatomia generale degli apparati gastro-enterico e genito-urinario;– valutazione della morfologia del cordone ombelicale;– analisi delle ossa lunghe degli arti e conferma della presenza di mani e piedi;– valutazione del sesso del nascituro (se richiesta dai genitori).
Di solito il medico esegue l’esame attraverso l’addome: applica del gel sulla pelle e muove la sonda ecografica per osservare il bambino sul monitor. In alcuni casi può proporre anche un’ecografia transvaginale, con una sonda introdotta in vagina, per approfondire aspetti non valutabili bene dall’addome. Il professionista ti spiega perché serve; se avverti disagio, puoi comunicarlo durante l’esame.
Per prepararti, segui le istruzioni del centro e porta i referti dei controlli già effettuati in gravidanza. Al momento della prenotazione chiedi quanto tempo prevedere per l’appuntamento: la durata può variare in base alle immagini da acquisire. Se puoi, lascia un po’ di margine prima dell’impegno successivo.
A volte la posizione del bambino non permette di vedere bene tutte le strutture e il medico propone un nuovo appuntamento per completare il controllo. Ripetere l’esame non significa necessariamente che ci sia un problema. Se invece emerge un reperto da chiarire, il ginecologo può proporre un’ecografia di secondo livello, cioè una valutazione specialistica più approfondita, o altri accertamenti. Chiedi quale sia il motivo del controllo e quali siano i passaggi successivi.
Che cosa valuta l’ecografia morfologica?
Il medico valuta l’anatomia del feto, cercando eventuali anomalie delle strutture osservabili. Controlla inoltre l’attività cardiaca e misura alcune parti del corpo, tra cui cranio, addome e femore, per valutare le dimensioni del bambino rispetto all’epoca gestazionale. Queste misure non hanno lo scopo di sostituire automaticamente la datazione della gravidanza stabilita nei controlli precedenti.
Durante l’esame il medico valuta anche la quantità di liquido amniotico e la posizione della placenta. Queste informazioni contribuiscono al controllo della gravidanza e, quando necessario, aiutano il curante a programmare le verifiche successive.
Quali sono i limiti dell’esame?
La morfologica è un esame di screening: serve a cercare segni di possibili anomalie e a individuare situazioni che meritano ulteriori valutazioni. Un esito regolare non esclude tutte le anomalie o condizioni di salute. Alcune non sono riconoscibili con l’ecografia, altre possono diventare evidenti più avanti; anche la qualità delle immagini influisce su ciò che il medico riesce a osservare.


