Cos’è il metodo sintotermico

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Il metodo sintotermico è il risultato dell’unione di più tecniche naturali di controllo della gravidanza e si basa sostanzialmente sul riconoscimento di segnali che indicano l’inizio del periodo fertile, in particolare cambiamenti nella cervice uterina e la temperatura basale (interna).
Il principio è simile al metodo di Ogino-Knaus ovvero stabilire quali siano i giorni più fecondi del ciclo di una donna, in cui c’è la maggiore probabilità di rimanere incinta, affidandosi a dati statistici.

Su cosa si basa il metodo? La pratica di Billings (valutazione della consistenza del muco della cervice), la temperatura basale, le alterazioni della cervice uterina e gli squilibri pre o post mestruazioni sono tutti fattori da cui si può dedurre l’arrivo del periodo fertile: si può dire che, generalmente, durante i giorni più fertili la temperatura basale raggiunge il picco massimo e il muco cervicale è più denso, in concomitanza con variazioni di consistenza del collo uterino o con gonfiori addominali tipici della sindrome premestruale.

Gli studi da cui deriva il metodo hanno dimostrato che ogni sintomo ha il suo significato. Nello specifico:
-se subito dopo il flusso mestruale la temperatura del corpo non è alta e si registra una mancanza di muco nella vagina allora la donna non si trova nella fase feconda;
-se dopo pochi giorni dalle mestruazioni la temperatura è stabile e il muco poco presente in forma pastosa ma non fluida la donna non è ancora entrata nel periodo fertile;
-se, passati circa 10 giorni dal flusso, si verificano un allargamento del collo uterino e la produzione di muco cervicale più liquido c’è un incremento di estrogeni e progesterone e ciò vuol dire che è iniziata la fase più propizia per il concepimento;
-nei giorni dell’ovulazione, che in un ciclo regolare di 28 giorni avviene verso il 14°, la temperatura basale subisce un brusco calo e subito dopo un aumento di circa 1°, seguendo quella che si chiama una curva bifasica termica. Se a questo si aggiunge una variazione di consistenza della cervice dell’utero (che diventa più morbida) e la secrezione di muco denso e liquido, è chiaro che è giunto il periodo fertile.

In sintesi il processo è questo: la prima fase del ciclo è caratterizzata da una bassa temperatura basale (ipotermia). Raggiunto il picco minimo nel giorno dell’ovulazione, l’indomani si attua un cambiamento repentino: l’ovocita viene espulso ed è pronto per essere fecondato; la pellicola che lo circondava, follicolo o corpo luteo, rilascia progesterone che causa l’innalzamento della temperatura, fenomeno chiamato anche plateau termico.
Ora si possono verificare due situazioni: se questo plateau o variazione di temperatura si mantiene costante oltre il 28° giorno allora la donna è incinta, in caso contrario il muco non viene più prodotto e la donna può soffrire di gonfiore addominale, segnali che sanciscono l’inizio del periodo infertile o sterile. Per sicurezza la misurazione della temperatura è consigliata la mattina utilizzando un termometro da inserire all’interno della vagina.

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