Il bisogno di scalciare dei neonati

Scritto da
calci neonato

I neonati trascorrono tutto il giorno muovendo le gambe e scalciando. Scalciano nella carrozzina, nella culla e anche quando li prendiamo in braccio. Perché lo fanno?

Scalciare per i neonati è fondamentale

Lo scalciare continuo dei neonati nei primi mesi di vita è un riflesso automatico imposto dal sistema neuromuscolare. Si tratta di un vero e proprio allenamento involontario che aiuta il bambino a rinforzare la sua muscolatura in maniera efficace, in vista di quando poi inizierà a camminare prima a gattoni e poi in piedi. Nei primi sei mesi di vita il bambino perfezionerà questo movimento involontario fino a controllarlo completamente e a scalciare solo quando deciderà coscientemente di farlo.

La funzione primaria dello scalciare è l’abituare poco a poco il bambino alla forza della gravità al di fuori dell’utero materno. Acquisendo un po’ di pratica arriva anche una maggior coordinazione dei movimenti: inizierà a prendersi le gambe e a portarsi i piedi fino alla bocca magari per comprovarne la consistenza e le dimensioni.

Giochi per rinforzare lo sviluppo psicomotorio dei neonati

I movimenti continui delle gambe non rinforzano solo gli arti inferiori ma anche i muscoli delle spalle. Alzare i piedi, scalciare, prendersi le estremità inferiori con le mani e afferrare oggetti con i piedi sono esercizi fondamentali per il suo sviluppo psicomotorio e cognitivo.

Sono tanti giochi ed esercizi che si possono fare quotidianamente assieme ai bambini piccoli per aiutarli a sviluppare i muscoli delle gambe e a migliorare la loro coordinazione.

Per esempio potete metterli a pancia in giù e tenergli con le mani in maniera delicata le caviglie. Il bambino inizierà automaticamente a tirare le gambe con forza verso l’alto. Quando gli cambiate il pannolino poi lasciate che il bambino spinga con i piedi sul vostro stomaco. Non è necessario stimolarlo per far ciò: appena vi vedrà davanti da solo inizierà a cercare il contatto stirando le gambe!

Condividi il post:

Categorie dell'articolo:
Salute del bambino

Commenti

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *