Alimentazione del neonato: quando serve l’aggiunta?

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Soprattutto quando il bebè è leggermente prematuro o sottopeso, il recupero del peso è lento e il piccolo piange tanto e spesso, è molto facile cadere nella tentazione di dare l’aggiunta, ma siamo sicure di fare la cosa corretta? Qual è il fabbisogno del bebè? Quando è veramente necessaria l’aggiunta di latte artificiale? Vediamo i consigli per non cadere nell’errore del biberon quando questo non è indispensabile.

Alimentazione del neonato, pianto significa fame

Molte mamme tendono ad associare il pianto con lo stimolo della fame, ma non c’è niente di più sbagliato! Molto spesso infatti il piccolo, nel primo periodo, quello in cui si deve adattare alla vita extrauterina, piange anche solamente per una coccola, per la necessità di stare vicino alla sua mamma, o ancora, per le coliche, il pannolino bagnato, una temperatura corporea sballata (freddo, caldo…) e non necessariamente per la fame. Il pianto è la sua voce, il suo modo di esprimersi, e piange per ogni cosa, sta a noi imparare ad interpretare i suoi segnali. Allora perché pazientare e cercare di capire il motivo senza buttarci subito sul biberon? Partendo dal presupposto che ogni mamma deve essere libera di allattare il suo bambino come meglio crede, e  che possono essere svariati i motivi per cui sceglie di allattare artificialmente piuttosto che al seno, è giusto sapere che il latte materno è il migliori nutrimento, perfettamente calibrato per il neonato, e prima di dare un’aggiunta si deve pensar bene alla sua reale necessità.

Alimentazione del neonato, cosa significa crescita ponderale

Se la crescita del bebè è regolare e il pediatra non ha nulla da segnalare, togliamoci dalla testa di dare l’aggiunta di testa nostra perché se somministrata in un momento in cui questa non è indispensabile, può stravolgere l’attività intestinale del piccolo, creando fastidi ed esponendolo ad un maggiore rischio di allergie ed intolleranze alimentari.

Soltanto nei casi in cui il pediatra dopo un’accurata valutazione avrà riscontrato che il bebè sta risentendo e manifesta sonnolenza, agitazione e ipoglicemia, o qualora il calo ponderale sia stato eccessivo e il recupero difficoltoso, riterrà opportuna l’aggiunta per non far mancare al piccolo i nutrimenti adatti alla sua età e farlo recuperare, allora dovremo metter mano a biberon e latte artificiale, e cercare con estrema pazienza, il più adatto al nostro bambino.

Latte artificiale, anche il biberon è amore!

Nessun senso di colpa e cruccio se dobbiamo convertirci al biberon: il legame che si crea con il bebè è fatto di sguardi, di parfole, di coccole e carezze, e queste continueranno ad esserci anche se lo allatterete al biberon e non al seno.

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Allattamento · Allattamento artificiale

Commenti

  • Primo mese da panico, sempre fame, sempre tetta tutta la notte, ma ho tenuto duro e niente aggiunte!

    Silvia Bottaro Silvia Bottaro 13 gennaio 2017 13:27 Rispondi
  • Qualcosa mi ricordo ahah

    Gianni Bottaro Gianni Bottaro 13 gennaio 2017 14:05 Rispondi
  • Simone Rametta e nonni leggete e non rompete più le palle su ciò che ho fatto e FACCIO IO con il mio bimbo!

    Laura Crevacore Laura Crevacore 13 gennaio 2017 16:29 Rispondi
  • mio figlio è uscito dall’ospedale al limite del calo fisiologico nn si attaccava…lo hanno dimesso con l’obbligo dell’aggiunta a ogni poppata.ma io nn gliel’ho mai data e adesso continua a prendere solo il mio latte!!!!!!!

    Jessica Antonucci Jessica Antonucci 13 gennaio 2017 16:47 Rispondi
  • Mai!

    Mu Bu Mu Bu 14 gennaio 2017 15:20 Rispondi

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